Punti chiave dell'articolo
- ▸Il tirocinio dura 18 mesi continuativi e parte dalla delibera di iscrizione al registro dei praticanti
- ▸Ogni semestre chiede almeno 20 udienze e 20 ore settimanali di presenza in studio
- ▸Il patrocinio sostitutivo si apre dopo 6 mesi e dura al massimo 5 anni
- ▸Rimborso spese sempre dovuto, compenso possibile con contratto dopo il primo semestre
Il praticantato avvocato, o tirocinio forense, dura 18 mesi in forma continuativa e si svolge dopo l'iscrizione al registro dei praticanti tenuto dal consiglio dell'ordine (art. 41 della legge 31 dicembre 2012 n. 247). Le regole operative su ore, udienze, interruzioni e controlli stanno nel DM 17 marzo 2016 n. 70, il corso di formazione obbligatorio nel DM 9 febbraio 2018 n. 17.
Qui trovi il percorso in fila, dal primo giorno di registro all'esame di Stato, con una sezione finale per il dominus. Dati verificati sulle fonti ufficiali, aggiornati a luglio 2026.
Durata e requisiti di iscrizione
L'articolo 41 comma 5 della legge 247/2012 è chiaro: il tirocinio si svolge in forma continuativa per diciotto mesi. Il conteggio non parte dalla domanda né dal primo giorno in studio, ma dalla delibera positiva del consiglio dell'ordine (art. 4 DM 70/2016). Chi frequenta uno studio prima di essere iscritto sta lavorando, non praticando: quel tempo non conta.
L'iscrizione al registro è condizione per svolgere il tirocinio (art. 41 comma 2). Per requisiti e cancellazione si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 17: cittadinanza italiana o di uno Stato UE, domicilio professionale nel circondario, condotta irreprensibile, assenza di condanne incompatibili con la professione. Serve il titolo di laurea in giurisprudenza.
Il tirocinio può convivere con un lavoro dipendente, pubblico o privato. L'articolo 41 comma 4 lo ammette se orari e modalità consentono l'effettivo svolgimento della pratica e non ci sono conflitti di interesse. L'articolo 2 del DM 70/2016 impone di comunicare il rapporto di lavoro al consiglio, che può negare l'iscrizione o disporre la cancellazione.
L'interruzione che cancella dal registro
Un'interruzione superiore a sei mesi senza giustificato motivo comporta la cancellazione dal registro (art. 41 comma 5). L'articolo 7 del DM 70/2016 elenca i motivi che giustificano lo stop: salute, maternità, paternità o adozione, sanzioni disciplinari, assistenza continuativa a familiari non autosufficienti. Serve sempre una domanda scritta al consiglio.
Cosa rende valido un semestre
Un semestre non è valido perché sono passati sei mesi. È valido se il consiglio dell'ordine, con le verifiche dell'articolo 8 del DM 70/2016, accerta che la pratica c'è stata davvero. Tre i parametri che contano.
- ▸Assiduità: presenza in studio, o attività sotto la diretta supervisione del professionista, per almeno venti ore settimanali (art. 3 DM 70/2016)
- ▸Udienze: almeno venti per semestre, escluse quelle di mero rinvio (art. 8 comma 4 DM 70/2016)
- ▸Collaborazione effettiva allo studio delle controversie e alla redazione di atti e pareri
Il documento che tiene insieme tutto è il libretto del tirocinio, i cui contenuti di dettaglio li fissa ogni consiglio dell'ordine con il proprio regolamento. L'Ordine di Napoli, per esempio, chiede per ogni semestre almeno 20 udienze distribuite in modo omogeneo, almeno 5 atti redatti e almeno 5 questioni giuridiche riassunte, con firma e timbro del dominus su ogni annotazione. Prima di compilare il primo libretto, il regolamento da leggere è quello del proprio ordine.
| Adempimento | Riferimento | Cosa serve |
|---|---|---|
| Presenza in studio | Art. 3 DM 70/2016 | Almeno 20 ore settimanali |
| Udienze | Art. 8 DM 70/2016 | Almeno 20 per semestre, esclusi i rinvii |
| Libretto | Art. 8 DM 70/2016 + regolamenti locali | Annotazioni firmate dal dominus |
| Colloquio | Art. 8 DM 70/2016 | Verifica periodica davanti al consiglio |
| Corso di formazione | DM 17/2018 | Minimo 160 ore, frequenza almeno 80 per cento |
Sul corso di formazione il riferimento è il DM 9 febbraio 2018 n. 17: minimo centosessanta ore in moduli semestrali (novembre-aprile e maggio-ottobre). Accede alle verifiche solo chi ha frequentato almeno l'ottanta per cento delle lezioni del semestre. Le verifiche intermedie sono test da 30 domande a risposta multipla, quella finale da 40, con soglia a due terzi delle risposte esatte. Si applica ai tirocinanti iscritti dal 1 aprile 2022.
Le forme alternative e concorrenti
Il tirocinio non si svolge solo in uno studio privato. L'articolo 41 comma 6 elenca quattro sedi possibili, e il comma 7 fissa il punto fermo: almeno sei mesi presso un avvocato iscritto all'ordine o presso l'Avvocatura dello Stato.
| Dove | Durata massima | Fonte |
|---|---|---|
| Studio di avvocato con almeno 5 anni di albo | 18 mesi | Art. 41 c. 6 lett. a) L. 247/2012 |
| Avvocatura dello Stato, ufficio legale di ente pubblico, ufficio giudiziario | 12 mesi | Art. 41 c. 6 lett. b) L. 247/2012 |
| Altro Paese UE, professionisti con titolo equivalente | 6 mesi | Art. 41 c. 6 lett. c) L. 247/2012 |
| Ultimo anno di laurea in giurisprudenza | 6 mesi | Art. 41 c. 6 lett. d) e art. 5 DM 70/2016 |
| Diploma di scuola di specializzazione per le professioni legali | 1 anno | Art. 41 c. 9 L. 247/2012 |
| Stage di 18 mesi presso gli uffici giudiziari | 1 anno | Art. 73 c. 13 D.L. 69/2013 |
Il semestre anticipato durante la laurea è regolato dall'articolo 5 del DM 70/2016. Lo può svolgere lo studente iscritto all'ultimo anno che abbia già superato gli esami nelle materie fondamentali (civile, penale, processuale civile e penale, amministrativo, costituzionale e dell'Unione europea). La frequenza minima è di dodici ore settimanali, non venti, ma non esonera dal corso di formazione. Presupposto pratico è una convenzione tra ordine e università (art. 40 legge 247/2012).
Lo stage presso gli uffici giudiziari dell'articolo 73 del D.L. 21 giugno 2013 n. 69 è più selettivo: dura diciotto mesi ed è riservato ai laureati in giurisprudenza con media di almeno 27/30 nelle materie indicate dalla norma oppure voto di laurea non inferiore a 105/110, che non abbiano compiuto trenta anni. Il comma 13 stabilisce che l'esito positivo è valutato per un anno ai fini del tirocinio per avvocato e notaio. Posti e modalità li pubblica ogni ufficio giudiziario.
L'articolo 41 comma 8 consente infine il tirocinio presso due avvocati contemporaneamente, con autorizzazione del consiglio, quando la mole di lavoro di uno solo non garantirebbe una formazione sufficiente.
Patrocinio sostitutivo
Trascorsi sei mesi dall'iscrizione, il praticante laureato in giurisprudenza può chiedere l'abilitazione al patrocinio sostitutivo. L'articolo 9 del DM 70/2016 richiede l'impegno solenne davanti al consiglio dell'ordine in seduta pubblica. L'abilitazione decorre dalla delibera di iscrizione nell'apposito registro e dura al massimo cinque anni.
Il praticante avvocato... può esercitare attività professionale in sostituzione dell'avvocato presso il quale svolge la pratica e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello stesso anche se si tratta di affari non trattati direttamente dal medesimo.
Art. 41 comma 12, legge 247/2012
Il perimetro lo fissa la stessa norma. In civile il praticante abilitato può stare davanti al tribunale e al giudice di pace. In penale opera nei procedimenti di competenza del giudice di pace, per reati contravvenzionali e per quelli che, prima del d.lgs. 51/1998, rientravano nella competenza del pretore.
- ▸In civile non ci sono limiti di valore davanti a tribunale e giudice di pace
- ▸Non ci sono limiti territoriali: conta la sostituzione del dominus, con il suo controllo e la sua responsabilità
- ▸L'attività può riguardare anche affari non trattati direttamente dal dominus
- ▸Restano fuori i gradi e le sedi non previsti dalla norma, a partire dall'appello
Sostituzione, non difesa autonoma
Il praticante abilitato non ha uno ius postulandi proprio: agisce in sostituzione dell'avvocato (CNF, parere n. 4 del 16 gennaio 2019). Il dominus che gli affida attività difensiva non consentita commette illecito disciplinare punito con la censura (art. 40 codice deontologico forense).
Compenso e rimborso spese
Il tema è regolato dall'articolo 41 comma 11 della legge 247/2012, ed è più netto di quanto si creda. Tre punti.
- 1.Il tirocinio non determina di diritto l'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato, nemmeno occasionale
- 2.Negli studi legali privati al praticante è sempre dovuto il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio: obbligo di legge, senza condizioni di anzianità
- 3.Decorso il primo semestre possono essere riconosciuti, con apposito contratto, un'indennità o un compenso commisurati all'effettivo apporto professionale e all'utilizzo dei servizi dello studio
La legge rende quindi il compenso possibile e contrattualizzabile dopo sei mesi, non obbligatorio in una misura fissa. Sul piano deontologico il registro cambia: l'articolo 40 comma 2 del codice deontologico forense impone un ambiente di lavoro idoneo e, decorso il primo semestre, un compenso adeguato. La violazione è sanzionata con l'avvertimento: un praticante non retribuito dopo il primo semestre è una condotta che il consiglio distrettuale di disciplina può valutare.
Per gli enti pubblici e l'Avvocatura dello Stato il comma 11 prevede un rimborso ove previsto dai rispettivi ordinamenti e nei limiti delle risorse disponibili. Nello stage ex articolo 73 del D.L. 69/2013 è prevista una borsa di studio fissata ogni anno con decreto del Ministro della giustizia in base all'ISEE.
Assicurazione e previdenza
Sull'assicurazione i praticanti sono citati espressamente. L'articolo 12 comma 2 della legge 247/2012 obbliga l'avvocato a stipulare una polizza a copertura degli infortuni derivanti a sé e ai propri collaboratori, dipendenti e praticanti nell'esercizio della professione, anche fuori dai locali dello studio. Il comma 1 riguarda la responsabilità civile. Gli estremi vanno comunicati al consiglio dell'ordine e la mancata osservanza è illecito disciplinare (commi 3 e 4).
Sulla previdenza la logica è diversa. L'articolo 21 comma 8 stabilisce che l'iscrizione agli albi comporta la contestuale iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense. Il praticante non è iscritto all'albo, quindi quell'obbligo non scatta: per il praticante abilitato al patrocinio l'iscrizione alla Cassa è facoltativa. Vale la pena valutarla, perché anzianità contributiva e periodi riscattabili si costruiscono da lì, ma comporta i contributi minimi.
Gli importi cambiano ogni anno
Aliquote, contributi minimi, contributo di maternità e riduzioni per i giovani professionisti sono fissati dal regolamento della Cassa e aggiornati ogni anno: è l'articolo 21 comma 9 della legge 247/2012 a delegarle la determinazione dei minimi. I valori dell'anno in corso vanno letti su cassaforense.it.
Esame di Stato e riforma 2026
Chiusi i diciotto mesi, il consiglio dell'ordine rilascia il certificato di compiuto tirocinio sulla base delle verifiche svolte. L'articolo 8 comma 6 del DM 70/2016 è esplicito: se l'esito è insufficiente il certificato non viene rilasciato, e il consiglio può anche non convalidare singoli semestri. Il certificato è il titolo per accedere all'esame di Stato.
Nel 2026 la materia si è mossa due volte. La prima con il decreto legge 12 giugno 2026 n. 100, il cui articolo 1 ridisegna l'esame: unica sessione annuale, due prove scritte (un parere motivato in una materia scelta dal candidato e un atto giudiziario) e una prova orale su un caso pratico, tre domande in materie diverse e una parte su deontologia. Nelle prove scritte sono ammessi solo i codici commentati con la giurisprudenza. Le nuove regole valgono dalla prima sessione successiva all'entrata in vigore del decreto.
La seconda mossa è la legge delega di riforma dell'ordinamento forense, approvata in via definitiva dal Senato il 22 luglio 2026. Sul tirocinio conferma i diciotto mesi e rafforza il peso della formazione, con dodici mesi di corso obbligatorio e un tetto alla didattica a distanza. Ma è una delega: nulla cambia in automatico per chi è iscritto oggi. L'attuazione passa dai decreti legislativi che il Governo deve adottare entro sei mesi.
Verifica sempre la fonte primaria
Un decreto legge resta in vigore solo se convertito entro sessanta giorni: per il D.L. 100/2026 il termine cade a inizio agosto 2026 e il testo definitivo può differire da quello originario. I riferimenti restano il testo vigente su Normattiva e il bando del Ministero della giustizia.
Guida per il dominus
Prendere un praticante non è un favore né una scorciatoia per avere manodopera a costo zero. Chi imposta bene il tirocinio si ritrova dopo diciotto mesi un collaboratore formato invece di un turnover da ricominciare.
I paletti normativi sono tre: almeno cinque anni di iscrizione all'albo (art. 41 comma 6 lett. a), non più di tre praticanti contemporaneamente salvo autorizzazione del consiglio (art. 41 comma 10), garanzia di un tirocinio proficuo e dignitoso. L'articolo 40 del codice deontologico forense aggiunge quattro doveri: effettività e proficuità della pratica, ambiente di lavoro idoneo e compenso adeguato dopo il primo semestre, attestazione del libretto solo dopo un controllo adeguato e senza indulgere a motivi di favore o amicizia, divieto di affidare attività difensiva non consentita. Le prime tre violazioni portano all'avvertimento, la quarta alla censura.
In pratica, un tirocinio che funziona si costruisce così.
- 1.Metti per iscritto le condizioni dal primo giorno: orari, rimborso spese e la data in cui si apre la trattativa sul compenso
- 2.Pianifica le udienze invece di subirle: ne servono venti non di mero rinvio a semestre, distribuite nei mesi
- 3.Assegna atti veri, non solo copie e depositi: il consiglio verifica la collaborazione effettiva
- 4.Controlla il libretto prima di firmarlo: la firma è un'attestazione di veridicità, con responsabilità disciplinare
- 5.Verifica la copertura infortuni della polizza di studio: i praticanti rientrano nell'obbligo dell'art. 12 comma 2
- 6.Prepara il patrocinio sostitutivo spiegando prima cosa il praticante può e non può fare in udienza
Il libretto è uno specchio: se lo studio ha dato al praticante udienze e atti veri, si compila da solo. Altrimenti ogni semestre diventa una trattativa con l'ordine e un rischio disciplinare per il dominus.
Domande frequenti
Domande frequenti
Quanto dura il praticantato per diventare avvocato?
Diciotto mesi in forma continuativa (art. 41 comma 5 legge 247/2012), che decorrono dalla delibera di iscrizione al registro dei praticanti e non dall'inizio della frequenza in studio. Il diploma di scuola di specializzazione per le professioni legali e lo stage presso gli uffici giudiziari valgono ciascuno un anno.
Il praticante avvocato deve essere pagato?
Negli studi legali privati il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio è sempre dovuto. Un'indennità o un compenso possono essere riconosciuti con apposito contratto decorso il primo semestre, commisurati all'apporto professionale effettivo (art. 41 comma 11 L. 247/2012). L'art. 40 comma 2 del codice deontologico forense impone un compenso adeguato dopo il primo semestre, a pena di avvertimento.
Quante udienze servono per ogni semestre di pratica?
Almeno venti per semestre, escluse quelle di mero rinvio (art. 8 comma 4 del DM 17 marzo 2016 n. 70). Il consiglio dell'ordine verifica tramite libretto, colloqui periodici e informazioni raccolte presso il professionista. Molti ordini chiedono anche che siano distribuite in modo omogeneo nei mesi.
Cosa può fare concretamente un praticante abilitato al patrocinio?
Può esercitare in sostituzione del dominus, sotto il controllo e la responsabilità di quest'ultimo, davanti a tribunale e giudice di pace in civile senza limiti di valore, e in penale nei procedimenti di competenza del giudice di pace, per reati contravvenzionali e per quelli già di competenza del pretore prima del d.lgs. 51/1998. L'abilitazione dura al massimo cinque anni.
Si può fare pratica forense lavorando come dipendente?
Sì, l'articolo 41 comma 4 della legge 247/2012 lo consente purché orari e modalità permettano l'effettivo e puntuale svolgimento del tirocinio e non ci siano conflitti di interesse. L'art. 2 del DM 70/2016 impone di comunicare il rapporto di lavoro al consiglio dell'ordine, che può negare l'iscrizione o disporre la cancellazione se la pratica non è effettiva.
Cosa succede se interrompo la pratica per qualche mese?
Fino a sei mesi l'interruzione è ammessa per motivi personali, previa domanda scritta al consiglio dell'ordine. Oltre i sei mesi occorre un giustificato motivo tra quelli dell'art. 7 del DM 70/2016 (salute, maternità, paternità o adozione, sanzioni disciplinari, assistenza a familiari non autosufficienti), altrimenti scatta la cancellazione.
Fonti
- Legge 31 dicembre 2012 n. 247, art. 41 (Normattiva)
- D.M. Giustizia 17 marzo 2016 n. 70, regolamento sul tirocinio (CNF)
- D.M. Giustizia 9 febbraio 2018 n. 17, corsi di formazione (CNF)
- Codice deontologico forense, art. 40 Rapporti con i praticanti (CNF)
- D.L. 21 giugno 2013 n. 69, art. 73 stage presso gli uffici giudiziari (Normattiva)
- D.L. 12 giugno 2026 n. 100, art. 1 esame di Stato per avvocato (Normattiva)
- CNF, approvazione definitiva della riforma dell'ordinamento forense (22 luglio 2026)
- Ministero della Giustizia, esame di Stato per avvocato
- Cassa Forense, iscrizioni e contributi
- Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, pratica forense

Alessio D'Aleo
CEO, The Future Law Studio
Fondatore di The Future Law Studio. Aiuta gli studi legali italiani a costruire un sistema di acquisizione clienti misurabile. Ogni guida cita fonti ufficiali e viene aggiornata quando la normativa cambia.
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