Punti chiave dell'articolo
- ▸Il profilo è la tua presenza personale, la pagina è quella ufficiale dello studio: la pagina è gratuita ma si crea solo partendo da un profilo
- ▸I numeri stanno in Analisi e strumenti (profilo) e nell'analisi della pagina: impressioni, interazioni, follower, visitatori, non i clienti
- ▸Inviti e messaggi hanno limiti: gli InMail sono a credito e solo con abbonamenti a pagamento, troppi inviti ignorati o in sospeso possono portare a restrizioni
- ▸Niente nomi di clienti nemmeno con il loro consenso, niente toni suggestivi, niente offerte personalizzate non richieste (artt. 35 e 37 CDF)
Cos'è LinkedIn per un avvocato e a cosa serve allo studio legale?
LinkedIn è il social network professionale su cui un avvocato può avere due presenze distinte: il profilo personale, intestato a te, e la pagina dello studio, che LinkedIn definisce la presenza ufficiale dell'organizzazione, separata dai profili delle persone. Allo studio legale serve a farsi riconoscere da chi ti cerca già per nome, a far capire quali materie segui e a restare visibile a colleghi, aziende e professionisti che possono indicarti a un cliente.
La pagina è gratuita, ma per crearla serve un profilo personale con nome e cognome reali e più di un collegamento. Le differenze pratiche: il profilo ha collegamenti, manda inviti e scrive gratis ai collegamenti di primo grado; la pagina ha follower, e senza l'abbonamento Pagina aziendale Premium puoi invitare a seguirla solo i tuoi collegamenti di primo grado. Non trasformare il profilo in uno studio: LinkedIn avverte che i profili personali che rappresentano aziende invece di persone possono essere segnalati come spam.
Quando ti serve: i segnali che LinkedIn non lavora per te
Ti serve metterci mano quando chi ti cerca su LinkedIn non capisce subito chi sei, dove eserciti e di cosa ti occupi. Sono segnali concreti anche questi:
- ▸il profilo non ha foto, o la riga sotto il nome è vuota o ferma a un incarico di anni fa;
- ▸lo studio non ha una pagina, oppure ne esiste una segnaposto creata da LinkedIn con le offerte di lavoro, che nessuno ha reclamato;
- ▸la pagina ha un solo super amministratore: se perde l'accesso, LinkedIn non può sostituirlo;
- ▸pubblichi, ma dopo i post nessuno apre il tuo profilo (lo vedi nella voce Attività del profilo dell'analisi del post);
- ▸LinkedIn ti blocca temporaneamente gli inviti, o i messaggi che mandi restano senza risposta;
- ▸i contatti che arrivano non c'entrano con le materie che segui.
Nessuno di questi segnali misura i clienti che perdi. Dice però che la tua presenza non racconta lo studio com'è oggi, ed è la prima cosa che vede chi pensa di scriverti.
Come si misura: dove leggere impressioni, visite e follower
Si misura con le analisi che LinkedIn dà gratis. Per il profilo apri la pagina Analisi e strumenti (dal tuo profilo, sezione Analisi, Mostra tutto); per lo studio apri le analisi della pagina, che vede chiunque ne sia amministratore.
- ▸Post nel loro insieme: impressioni o interazioni nel periodo scelto e i post che hanno reso di più, esportabili in un file .XLSX.
- ▸Singolo post: scoperta, attività del profilo generata dal post, interazioni con i link, dati demografici di chi l'ha visto. Questi ultimi mancano per i post condivisi solo con i collegamenti o nei gruppi.
- ▸Audience: crescita dei follower e loro dati demografici, come qualifica, località e settore.
- ▸Chi ha visitato il tuo profilo: con l'account gratuito i tre visitatori più recenti degli ultimi 90 giorni; con Premium l'elenco completo fino a 365 giorni.
- ▸Pagina dello studio: contenuti, follower, visitatori, comparse nelle ricerche; in evidenza visualizzazioni, visitatori unici e clic sui pulsanti degli ultimi 30 giorni.
Un'avvertenza: nessuna di queste metriche conta i clienti. Per saperlo annota in studio, a ogni primo contatto, da dove è arrivato.
Perché LinkedIn non porta risultati: le cause più comuni
Nessuno può garantirti la visibilità di un post, quindi parti da quello che dipende da te. Le cause più frequenti sono queste:
- ▸Profilo incompleto: senza titolo professionale, studio e Ordine non si capisce chi sei, e l'art. 35, comma 3, del codice deontologico ti chiede comunque di indicarli quando informi sulla tua attività.
- ▸Pagina vuota: una pagina dello studio senza descrizione, senza post e con un solo amministratore non dice niente a chi la apre.
- ▸Rete costruita male: inviti a sconosciuti senza una riga di contesto. LinkedIn può limitare gli inviti se i destinatari li ignorano, li lasciano in sospeso o li segnalano come spam, e consiglia di invitare solo persone che conosci.
- ▸Post scritti per i colleghi: commenti in gergo tecnico che il cliente che vorresti non cerca e non capisce.
- ▸Automazioni: LinkedIn invita a disabilitare app ed estensioni del browser che copiano dati o automatizzano attività sulla piattaforma e, se mandi troppi inviti e sospetta uno strumento di automazione, può limitare o sospendere l'account.
Cosa aspettarsi e in quanto tempo
Aspettati tempi tecnici noti e risultati che nessuno può promettere. I tempi tecnici li indica LinkedIn: con un account appena creato devi attendere almeno un giorno prima di creare la pagina dello studio; di regola una restrizione sugli inviti si toglie da sola entro una settimana, ma se dipende da troppi inviti in sospeso può servire fino a un mese; un invito ritirato non si può rimandare alla stessa persona per un periodo fino a tre settimane; i crediti InMail si rinnovano ogni mese e tornano indietro se il destinatario accetta, rifiuta o risponde entro 90 giorni.
I risultati, invece, non hanno date. Quante persone vedono un post, quante ti scrivono e quante diventano clienti dipende anche da fattori che non controlli. Diffida quindi di chi ti garantisce follower, contatti o incarichi. Vale anche per quello che scrivi tu: gli articoli 17 e 35 del codice deontologico chiedono informazioni veritiere, non suggestive, riferite alla natura e ai limiti dell'obbligazione professionale. Niente promesse di esito.
Errori da evitare, deontologia compresa
Gli errori che costano di più su LinkedIn non sono tecnici: riguardano clienti, toni e messaggi.
- ▸Nominare o taggare i clienti. Non puoi indicarne il nome nelle informazioni al pubblico, nemmeno con il loro consenso (art. 35, comma 8): né nel post di congratulazioni, né con un tag, né nella testimonianza con citazione del cliente che la Pagina aziendale Premium mette in testa alla pagina.
- ▸Raccontare le pratiche. Un caso riconoscibile resta coperto da segreto e riserbo (artt. 13 e 28), anche a mandato concluso.
- ▸Toni suggestivi o comparativi. Le informazioni devono essere veritiere, non suggestive, non comparative e rispettose di dignità e decoro (artt. 17 e 35). Specialista solo se il titolo te l'ha attribuito il CNF (art. 9, comma 5, legge 247/2012), salvi i casi del comma 8.
- ▸Offrirti a chi non te l'ha chiesto. Proporti a chi ha raccontato un incidente o una multa per seguire il suo caso è un'offerta personalizzata non richiesta (art. 37, comma 5). Sono vietati anche procacciatori e compensi a chi ti presenta un cliente (commi 1 e 2).
- ▸Usare LinkedIn come elenco per il marketing. Con il provvedimento n. 285 del 17 aprile 2026 il Garante privacy ha ammonito una società che aveva mandato email commerciali, senza consenso, a un avvocato trovato con LinkedIn Sales Navigator: il consenso non si presume dall'iscrizione alla piattaforma.
Prima di pubblicare un post o mandare un messaggio: sei controlli
Un post resta pubblico e un messaggio resta nella casella di chi lo riceve. Prima di premere invio, controlla i sei punti qui sotto.
- 1.Nessun nome di cliente, nessun tag dell'azienda assistita, nessuna foto che lo renda riconoscibile (art. 35, comma 8, del codice deontologico).
- 2.Nessun dettaglio che faccia riconoscere la pratica: materia, città, date ed esito messi insieme possono bastare (artt. 13 e 28).
- 3.Nessun superlativo, nessun confronto con altri studi, nessuna promessa di esito (artt. 17 e 35, comma 2).
- 4.Nel profilo si leggono titolo professionale, denominazione dello studio e Ordine di appartenenza (art. 35, comma 3).
- 5.Il messaggio va a chi ti conosce o ti ha scritto per primo: nessuna proposta su un caso specifico a chi non te l'ha chiesta (art. 37, comma 5).
- 6.Nessun indirizzo email trovato su LinkedIn entra in una lista per newsletter o promozioni senza il consenso della persona, e lo stesso vale per messaggi e InMail promozionali a chi non ti conosce (Garante, provv. n. 285 del 17 aprile 2026 e linee guida sullo spam del 2013).
Come si imposta LinkedIn per lo studio, passo per passo
- 1.Profilo. Nome e cognome reali, foto recente, sotto il nome titolo professionale e materie; nelle informazioni studio e Ordine di appartenenza.
- 2.URL personalizzato. Da Profilo pubblico e URL scegli un indirizzo con il tuo nome, da usare anche in firma email.
- 3.Pagina dello studio. Da computer o app iOS (non da Android): Per le aziende, Crea una pagina aziendale, tipo Azienda, dati dello studio, conferma che puoi agire per lo studio. Se la pagina esiste già, chiedi l'accesso come amministratore invece di crearne un doppione.
- 4.Amministratori. Aggiungi un altro super amministratore: LinkedIn non può sostituirli se chi gestisce la pagina perde l'accesso.
- 5.Completa e fai seguire la pagina. Descrizione con le materie, sito, sede, logo; poi invita i tuoi collegamenti di primo grado a seguirla.
- 6.Calendario dei post. Spiegazioni pratiche di norme e scadenze che i tuoi clienti cercano, novità dello studio, eventi. Ogni post passa i sei controlli qui sopra.
- 7.Messaggi. Rispondi a chi ti scrive; a chi conosci ma non è tra i collegamenti manda un invito con una nota su come vi conoscete. Gli InMail richiedono un abbonamento a pagamento.
- 8.Misura ogni mese. Esporta le analisi e confrontale con i primi contatti che annoti in studio.
A chi rivolgersi
Profilo e pagina li puoi gestire da solo: le procedure sono quelle del Centro assistenza di LinkedIn, citate nelle fonti qui sotto. Se ti aiuta un collaboratore o un'agenzia, tieni comunque tu il ruolo di super amministratore della pagina. Se vuoi inserire LinkedIn in un lavoro più ampio, con sito, contenuti e misura dei contatti, nella pagina marketing per avvocati trovi come lo impostiamo noi. Per le regole sull'informazione al pubblico leggi la guida alla pubblicità degli avvocati nel codice deontologico; per gli altri canali, come trovare clienti da avvocato.
Domande frequenti
Cosa scrivere nel profilo LinkedIn di un avvocato?
Nome e cognome reali, titolo professionale, denominazione dello studio e Ordine di appartenenza, che l'art. 35, comma 3, del codice deontologico chiede di indicare quando informi sulla tua attività. Poi le materie che segui, descritte con le parole dei clienti, e le esperienze verificabili. Niente superlativi, niente nomi di clienti, e specialista solo nei casi ammessi dall'art. 9 della legge 247/2012.
Che copertina usare su LinkedIn da avvocato?
Un'immagine sobria che dica chi sei: il nome dello studio, la sede, le materie o una foto dello studio. Valgono le regole di ogni altra informazione al pubblico: niente slogan suggestivi o comparativi, niente loghi o nomi di clienti, rispetto di dignità e decoro (art. 35 del codice deontologico). Se cambi sede o materie, aggiorna anche la copertina.
Si può creare la pagina LinkedIn dello studio senza un profilo personale?
No. LinkedIn chiede di avere prima un profilo personale con nome e cognome reali e un indirizzo email confermato, e per creare la pagina l'account deve avere più di un collegamento. Chi crea la pagina ne diventa super amministratore e può aggiungere altri amministratori, per esempio un collega di studio, così la pagina non dipende da una persona sola.
Quanto costa la pagina aziendale LinkedIn per uno studio legale?
Niente: LinkedIn indica che la pagina si crea gratuitamente. È a pagamento, se lo scegli e dove LinkedIn l'ha già reso disponibile, l'abbonamento Pagina aziendale Premium, che può sottoscrivere solo un super amministratore e che aggiunge tra l'altro un pulsante personalizzato come Contattaci, i dettagli dei visitatori idonei della pagina e la possibilità di invitare a seguirla anche chi non è tuo collegamento. Resta a tuo carico il tempo per scrivere i post e rispondere.
Come funzionano gli InMail di LinkedIn?
Sono messaggi a persone con cui non sei collegato, disponibili con gli abbonamenti a pagamento. Ogni mese ricevi crediti in base al piano, per esempio 5 con Premium Career e 15 con Premium Business, e il credito ti torna se il destinatario accetta, rifiuta o risponde entro 90 giorni. Per un avvocato vale comunque l'art. 37, comma 5: niente offerte su un caso specifico a chi non le ha chieste. E i messaggi promozionali a chi non ti conosce richiedono il consenso anche sui social (Garante, linee guida sullo spam del 2013).
Quanti inviti si possono mandare su LinkedIn ogni settimana?
Nella sua guida LinkedIn non indica un numero fisso. Spiega che limita gli inviti mandati a raffica e quelli che i destinatari ignorano, lasciano in sospeso o segnalano come spam, e che i limiti valgono anche per gli account Premium. Di regola una restrizione si toglie da sola entro una settimana. La rete ha comunque un tetto di 30.000 collegamenti di primo grado.
L'avvocato può farsi pubblicità su LinkedIn?
Sì, può informare sulla propria attività con qualunque mezzo, anche informatico, se le informazioni sono veritiere, corrette, non equivoche, non suggestive e non comparative (artt. 17 e 35 del codice deontologico). Vanno indicati titolo, studio e Ordine, e i clienti non si nominano. Restano vietati l'acquisizione di clienti tramite procacciatori e le offerte personalizzate non richieste (art. 37).
LinkedIn Premium conviene a un avvocato?
Dipende da cosa ti serve. Per pubblicare, avere la pagina dello studio e leggere le analisi dei post non serve: sono funzioni gratuite. Premium aggiunge tra l'altro i crediti InMail e l'elenco completo di chi ha visitato il profilo fino a 365 giorni, invece dei tre visitatori più recenti. Se non devi scrivere a persone fuori dalla tua rete, parti dalla versione gratuita.
Fonti
- LinkedIn, Tipi di pagina LinkedIn e le loro funzioni (profilo personale e pagina)
- LinkedIn, Pagine LinkedIn: domande frequenti (creazione gratuita, amministratori)
- LinkedIn, Creare una pagina LinkedIn
- LinkedIn, Creare una pagina LinkedIn: best practice
- LinkedIn, Risolvere problemi relativi alla creazione di una pagina LinkedIn
- LinkedIn, Pagina aziendale Premium di LinkedIn
- LinkedIn, Gestire l'URL del tuo profilo pubblico
- LinkedIn, Inviare messaggi su LinkedIn
- LinkedIn, Crediti di messaggi InMail e processo di rinnovo
- LinkedIn, Tipi di restrizioni per l'invio di inviti
- LinkedIn, Analisi e strumenti su LinkedIn
- LinkedIn, Visualizzare le analisi dei creatori di contenuti
- LinkedIn, Visualizzare le analisi dei post per i tuoi contenuti
- LinkedIn, Chi ha visitato il tuo profilo: differenze tra account Basic e Premium
- LinkedIn, Analisi della pagina LinkedIn
- LinkedIn, Analisi dei visitatori della tua pagina LinkedIn
- LinkedIn, Introduzione a LinkedIn Premium
- Consiglio nazionale forense, Codice deontologico forense aggiornato al 2026 (artt. 13, 17, 28, 35, 37)
- Normattiva, Legge 31 dicembre 2012 n. 247, art. 9 (titolo di specialista)
- Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento n. 285 del 17 aprile 2026 (email commerciali a contatti trovati con LinkedIn Sales Navigator), doc. web n. 10252188

Alessio D'Aleo
CEO, The Future Law Studio
Fondatore di The Future Law Studio. Aiuta gli studi legali italiani a costruire un sistema di acquisizione clienti misurabile. Ogni guida cita fonti ufficiali e indica la data a cui è aggiornata.
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