Punti chiave dell'articolo
- ▸Per lo studio individuale e per l'associazione tra avvocati nessuna norma vigente impone una formula: la legge 1815/1939 che la imponeva è abrogata dal 1° gennaio 2012
- ▸In ogni informazione indichi titolo professionale, denominazione dello studio e Ordine (art. 35, comma 3, CDF); le società tra avvocati scrivono «società tra avvocati» nella denominazione
- ▸Il nome di un collega scomparso si usa solo se lui lo aveva previsto o disposto per testamento, oppure con il consenso unanime degli eredi (art. 35, comma 7)
- ▸Registrare il nome come marchio è facoltativo: all'UIBM la tassa è 101 euro per una classe, più 48 euro di bollo per il deposito online (tariffe UIBM al 9 ottobre 2026), e la registrazione dura dieci anni
Cos'è il nome di uno studio legale e quali regole lo disciplinano?
Il nome dello studio è la denominazione con cui ti presenti al pubblico. Il codice deontologico lo rende obbligatorio in ogni informazione che dai sulla tua attività: «L'avvocato, nel fornire informazioni, deve in ogni caso indicare il titolo professionale, la denominazione dello studio e l'Ordine di appartenenza» (art. 35, comma 3). Per lo studio individuale e per l'associazione tra avvocati oggi non c'è una formula obbligata. La legge 1815/1939, che imponeva agli studi associati la dizione «studio legale» seguita da nome, cognome e titolo di ogni associato, è stata abrogata dalla legge 183/2011 (art. 10, comma 11), in vigore dal 1° gennaio 2012; l'art. 4 della legge 247/2012, che regola le associazioni tra avvocati, non detta una formula per il nome.
Per le società tra avvocati le regole sono precise. L'art. 4-bis, comma 6-bis, della legge 247/2012, aggiunto dalla legge 205/2017, le obbliga a «inserire nella loro denominazione sociale l'indicazione "società tra avvocati"». Si aggiunge l'indicazione richiesta dal codice civile per il tipo di società: per la srl la denominazione deve contenere «società a responsabilità limitata» (art. 2463); per la società in nome collettivo la ragione sociale è costituita dal nome di uno o più soci (art. 2292).
Quando ti serve ripensarlo: i segnali che il nome non lavora
Ti serve rimetterci mano quando il nome che usi non è lo stesso ovunque o non dice più chi lavora nello studio. Sono segnali concreti:
- ▸sull'insegna c'è «Studio Legale Rossi», sul sito «Avv. Mario Rossi», sulla scheda Google una terza variante;
- ▸nel nome compare un collega che ha lasciato lo studio, o un collega scomparso senza le condizioni dell'art. 35, comma 7;
- ▸il nome contiene promesse o primati, del tipo «vinci» o «il primo studio»;
- ▸il dominio del sito e i nomi utente social non ricordano il nome dello studio;
- ▸nella tua città lavora uno studio con un nome identico o molto simile;
- ▸stai passando da studio individuale ad associazione o a società tra avvocati.
Nessuno di questi segnali, da solo, misura i clienti che perdi. Dice però che chi ti cerca per nome può trovare versioni diverse dello studio, oppure un altro studio.
Come si misura la riconoscibilità del nome
La misuri contando quante persone cercano lo studio per nome e verificando che lo trovino. Tre fonti:
- ▸Search Console: nel report sul rendimento filtri le ricerche con «Query contenenti» e scrivi il nome dello studio o il tuo cognome; con un'espressione regolare raccogli più varianti insieme. Vedi impressioni e clic delle ricerche che contengono il nome.
- ▸Profilo dell'attività su Google: nel pannello Rendimento la voce Ricerche mostra «i termini di ricerca utilizzati dagli utenti per trovare la tua attività». Si aggiorna all'inizio di ogni mese, con un ritardo fino a 5 giorni.
- ▸Domanda diretta: al primo contatto chiedi come hanno conosciuto lo studio e come hanno scritto il nome per cercarlo. Annota le varianti sbagliate: sono quelle da coprire con dominio, scheda e profili coerenti.
Se cambi nome, confronta i dati prima e dopo sullo stesso periodo dell'anno: un mese di agosto contro un mese di ottobre non dice nulla.
Perché un nome non funziona: da dove nascono i problemi
Un nome smette di funzionare per ragioni che puoi prevedere nel momento in cui lo scegli.
- ▸È generico. «Studio legale associato» da solo non distingue: se lo digiti su Google, i suggerimenti sono nomi di studi diversi, riconoscibili solo da ciò che segue, un cognome o un indirizzo (verifica del 9 ottobre 2026).
- ▸Dipende da una persona sola. Se lo studio cresce o un socio esce, il nome va cambiato, e con lui insegna, sito, scheda e carta intestata. Lo stesso vale per il marchio grafico: ne parla la guida al logo dello studio legale.
- ▸Esiste già. Il Codice della proprietà industriale vieta di adottare come denominazione, insegna o nome a dominio di un sito usato nell'attività economica un segno «uguale o simile all'altrui marchio» quando, per l'identità o l'affinità tra l'attività e i servizi per cui il marchio è registrato, può nascere un rischio di confusione per il pubblico (art. 22, d.lgs. 30/2005). La norma parla di attività di impresa: l'applicazione a uno studio va valutata caso per caso, ma la ricerca di anteriorità riduce il rischio, non lo azzera.
- ▸Non coincide con il dominio. Chi ricorda il nome e prova a scriverlo nel browser o in un indirizzo email non ti trova. Le regole sull'indirizzo le trovi nella guida all'email professionale dell'avvocato.
- ▸Va compitato. Un nome che al telefono devi scandire lettera per lettera produce varianti nelle ricerche.
Cosa aspettarsi e in quanto tempo
I tempi tecnici dipendono da cosa cambi. Per il marchio, il deposito all'UIBM si perfeziona con il pagamento della tassa e la data del deposito è quella del pagamento. Dopo la pubblicazione della domanda, chi ha diritti anteriori ha tre mesi per presentare opposizione (art. 176, d.lgs. 30/2005). La registrazione dura dieci anni dalla data di deposito (art. 15) e si può rinnovare ogni dieci anni.
Sulla scheda Google, il cambio di nome sullo stesso profilo può essere ammesso se la modifica è lieve e restano invariati i nomi propri, i servizi descritti nel nome e la categoria. Altrimenti Google considera lo studio una nuova attività: segni il vecchio profilo come chiuso e ne crei uno nuovo. La riconoscibilità, invece, non ha date: dipende da quante volte il nome compare identico nei luoghi in cui ti cercano, e nessuno può prometterti un risultato in un tempo dato.
Errori da evitare, deontologia compresa
- ▸Un nome che promette. Le informazioni devono essere «trasparenti, veritiere, corrette» e non «equivoche, ingannevoli, denigratorie o suggestive» (art. 10, comma 2, legge 247/2012; art. 35, comma 2, CDF). Il codice non parla di nomi di fantasia, ma il nome è informazione: se evoca esiti o primati ricade in questi limiti. Già sotto la legge 1815/1939 il CNF riteneva non lecito adottare «nomi di fantasia eventualmente evocativi di allettanti prospettive» (sent. n. 51/1992).
- ▸Nomi di chi non fa parte dello studio. «Non è consentita l'indicazione di nominativi di professionisti e di terzi non organicamente o direttamente collegati con lo studio dell'avvocato» (art. 35, comma 6). Un socio uscito può rientrare in questa ipotesi: è una nostra lettura, da verificare caso per caso. Il codice civile consente alla società in nome collettivo di conservare il nome del socio receduto, se consente (art. 2292), ma le società tra avvocati restano tenute al codice deontologico (art. 4-bis, comma 6).
- ▸Il nome di un collega scomparso. «L'avvocato non può utilizzare nell'informazione il nome di professionista defunto, che abbia fatto parte dello studio, se a suo tempo lo stesso non lo abbia espressamente previsto o disposto per testamento, ovvero non vi sia il consenso unanime degli eredi» (art. 35, comma 7).
- ▸Parole chiave nel nome della scheda Google. Google chiede il nome reale, quello di insegna, sito e carta intestata; aggiungere informazioni non necessarie, come slogan, servizi o dati sulla posizione, non è consentito e «potrebbe provocare la sospensione» del profilo. Dettagli nella guida al Google Business Profile per avvocati.
Come si sceglie il nome dello studio, passo per passo
- 1.Parti dalla forma dello studio. Individuale, associazione o società tra avvocati: per la società la denominazione contiene «società tra avvocati» e l'indicazione del tipo sociale.
- 2.Scegli la struttura. Cognome o cognomi dei professionisti, una sigla oppure un nome di fantasia. Pensa a chi potrebbe entrare o uscire nei prossimi anni.
- 3.Controlla le anteriorità. Cerca il nome nella banca dati dell'UIBM, che l'Ufficio indica come passo da fare prima del deposito; per i marchi dell'Unione europea conviene controllare anche presso l'EUIPO. Poi cercalo su Google e su Maps nella tua zona.
- 4.Verifica dominio e nomi utente. Controlla che il dominio con il nome sia libero e che lo stesso nome utente sia disponibile sui canali che userai.
- 5.Decidi sul marchio. Registrarlo è facoltativo. Se lo depositi, i «servizi giuridici» stanno nella classe 45 della classificazione di Nizza; la tutela riguarda i servizi indicati nella domanda e quelli affini (art. 15, comma 3, d.lgs. 30/2005) e, con il deposito italiano, vale solo in Italia.
- 6.Allinea tutto. Stessa forma del nome su insegna, carta intestata, sito, firma email, scheda Google e profili social, con accanto titolo professionale e Ordine.
Prima di decidere il nome: otto controlli
Tienili presenti quando confronti le alternative. Un nome che non passa uno di questi punti va corretto prima di stampare insegna e carta intestata.
- 1.Il nome non contiene promesse, primati o riferimenti a esiti (art. 35, comma 2, CDF).
- 2.Non compaiono nomi di professionisti o terzi non collegati allo studio (art. 35, comma 6).
- 3.Se c'è il nome di un collega scomparso, hai la sua disposizione o il consenso unanime degli eredi (art. 35, comma 7).
- 4.Se sei una società tra avvocati, la denominazione contiene «società tra avvocati» (art. 4-bis, comma 6-bis, legge 247/2012).
- 5.Hai cercato il nome, anche nelle varianti simili, nella banca dati UIBM e su Google nella tua zona.
- 6.Il dominio e i nomi utente social sono liberi e coincidono con il nome.
- 7.Il nome si capisce al telefono senza doverlo compitare.
- 8.Su ogni materiale, accanto al nome, ci sono titolo professionale e Ordine di appartenenza (art. 35, comma 3).
A chi rivolgersi
Il nome lo puoi scegliere da solo, con i controlli di questa pagina. Per un dubbio deontologico puoi sottoporre la questione al tuo Consiglio dell'Ordine. Per il marchio, l'UIBM indica che le operazioni si possono compiere anche tramite un mandatario, cioè un «consulente in proprietà industriale o avvocato iscritto al relativo albo professionale». Se vuoi costruire attorno al nome un'identità coerente su sito, scheda Google e canali social, nella pagina marketing per avvocati trovi come lavoriamo noi. Per le regole generali sull'informazione al pubblico c'è la guida al codice deontologico forense.
Domande frequenti
Uno studio legale può avere un nome di fantasia?
Il codice deontologico vigente non parla di nomi di fantasia, e la legge 1815/1939, che imponeva la dizione «studio legale» seguita dai nomi degli associati, è abrogata dal 1° gennaio 2012. Il nome resta però informazione al pubblico: non può essere equivoco, ingannevole o suggestivo (art. 10 legge 247/2012, art. 35 CDF), e accanto vanno sempre titolo professionale e Ordine di appartenenza.
Come si sceglie il nome per uno studio legale?
Parti dalla forma dello studio, poi scegli tra cognomi, sigla o nome di fantasia pensando a chi potrebbe entrare o uscire. Prima di decidere controlla tre cose: che il nome non prometta risultati, che non sia già usato o registrato come marchio da altri, che dominio e nomi utente social siano liberi. Poi usalo identico su ogni canale.
Lo studio legale associato è una società?
No. La legge 247/2012 distingue le associazioni tra avvocati (art. 4), iscritte in un elenco tenuto dal Consiglio dell'Ordine, dalle società tra avvocati (art. 4-bis), iscritte in una sezione speciale dell'albo, che possono essere società di persone, di capitali o cooperative. Solo le società devono inserire «società tra avvocati» nella denominazione.
Che denominazione deve avere una società tra avvocati srl?
Deve contenere «società tra avvocati», obbligatoria per tutte le società tra avvocati in qualunque forma (art. 4-bis, comma 6-bis, legge 247/2012), e l'indicazione di società a responsabilità limitata richiesta dal codice civile (art. 2463). Sulla scheda Google le forme giuridiche nel nome sono ammesse solo se fornisci una prova, come insegne, biglietti da visita o fatture, che le mostri in modo coerente.
Si può registrare il nome dello studio legale come marchio?
Sì. L'UIBM indica che possono essere registrati come marchio anche le parole, compresi i nomi di persone, purché servano a distinguere i servizi da quelli di altri. Per uno studio la classe è la 45, che nella classificazione di Nizza comprende i servizi giuridici. La tutela riguarda i servizi indicati nella domanda e quelli affini (art. 15, comma 3, del Codice della proprietà industriale) e, con il deposito italiano, vale solo sul territorio italiano.
Quanto costa registrare un marchio in Italia?
All'UIBM il primo deposito costa 101 euro di tassa con una classe, più 34 euro per ogni classe aggiunta; l'imposta di bollo per il deposito online è 48 euro. La registrazione vale dieci anni e il rinnovo costa 67 euro con una classe. Se ti affidi a un mandatario, si aggiungono il suo compenso e 34 euro di tassa di concessione governativa per la lettera d'incarico (tariffe UIBM consultate il 9 ottobre 2026).
Come verifico se un nome è già registrato come marchio?
Con la ricerca di anteriorità nella banca dati dell'UIBM, che l'Ufficio indica come passo da fare prima del deposito per verificare che il marchio sia nuovo e non confondibile. Per i marchi dell'Unione europea conviene controllare anche presso l'EUIPO. Non fermarti alla parola esatta: prova anche le varianti, perché i divieti del Codice della proprietà industriale riguardano anche i segni simili.
Come si modifica il nome dello studio su Google?
Dalle informazioni del profilo, se la modifica è lieve: Google può ammettere il cambio di nome sullo stesso profilo quando restano invariati i nomi propri, i servizi descritti nel nome e la categoria. Se il nome cambia di più, per Google è una nuova attività: segni il vecchio profilo come chiuso e ne crei uno nuovo con il nuovo nome.
Fonti
- Consiglio nazionale forense, Codice deontologico forense aggiornato al 2026 (art. 35, commi 2, 3, 6 e 7)
- Normattiva, Legge 31 dicembre 2012 n. 247, art. 4 (associazioni tra avvocati e multidisciplinari)
- Normattiva, Legge 31 dicembre 2012 n. 247, art. 4-bis (società tra avvocati; comma 6-bis aggiunto dalla legge 27 dicembre 2017 n. 205)
- Normattiva, Legge 31 dicembre 2012 n. 247, art. 10 (informazioni sull'esercizio della professione)
- Normattiva, Legge 12 novembre 2011 n. 183, art. 10, comma 11 (abrogazione della legge 23 novembre 1939 n. 1815)
- Normattiva, Codice civile, art. 2292 (ragione sociale della società in nome collettivo)
- Normattiva, Codice civile, art. 2463 (denominazione della società a responsabilità limitata)
- Normattiva, Codice della proprietà industriale (d.lgs. 10 febbraio 2005 n. 30), art. 22 (unitarietà dei segni distintivi)
- Normattiva, Codice della proprietà industriale, art. 15 (durata della registrazione)
- Normattiva, Codice della proprietà industriale, art. 176 (termine per l'opposizione)
- UIBM, Caratteristiche del marchio (cosa si può registrare, validità settoriale, territoriale e temporale)
- UIBM, Primo deposito (ricerca di anteriorità e scelta delle classi)
- UIBM, Costi di un deposito nazionale (tariffe marchi)
- UIBM, Come effettuare il deposito
- UIBM, Classificazione di Nizza 13ª edizione, versione 2026: titoli delle classi (classe 45, servizi giuridici)
- UIBM, Banca dati marchi (ricerca di anteriorità)
- Google, Linee guida per la rappresentazione delle attività commerciali su Google (nome, cambio di brand, professionisti)
- Google, Informazioni sul rendimento e sugli approfondimenti del profilo dell'attività (metrica Ricerche)
- Google, Guida di Search Console: filtri avanzati e confronti (Query contenenti, espressioni regolari)
- Consiglio nazionale forense, sentenza n. 51 del 28 febbraio 1992 (denominazione dell'associazione sotto la legge 1815/1939)

Alessio D'Aleo
CEO, The Future Law Studio
Fondatore di The Future Law Studio. Aiuta gli studi legali italiani a costruire un sistema di acquisizione clienti misurabile. Ogni guida cita fonti ufficiali e indica la data a cui è aggiornata.
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