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    PST giustizia: come si accede e cosa offre il Portale dei servizi telematici

    Scritto da Alessio D'Aleo Ottobre 2026 11 min

    Punti chiave dell'articolo

    • ▸Il PST è il portale del Ministero della giustizia per i servizi telematici: ha un'area pubblica e una riservata
    • ▸L'area riservata si apre con SPID, CIE o CNS; per lo SPID serve almeno il livello di sicurezza 2
    • ▸Contributo unificato e diritti si pagano con pagoPA, anche senza login dal servizio per non registrati
    • ▸Il deposito civile non passa dal PST ma dalla PEC; quello penale passa dal Portale deposito atti penali

    PST è il Portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia, all'indirizzo pst.giustizia.it. Ha un'area pubblica, aperta a tutti senza credenziali, e un'area riservata in cui entri con SPID, CIE o CNS. Da lì l'avvocato consulta registri e fascicoli civili, paga con pagoPA contributo unificato e diritti, consulta il ReGIndE e raggiunge il Portale deposito atti penali.

    Il PST non è il canale del deposito civile: atti e documenti del processo civile partono via PEC dentro la busta telematica, come spiega la guida al processo civile telematico. Questa guida si concentra su accesso e servizi, verificati a ottobre 2026 sulle pagine del portale e sulle specifiche tecniche in vigore.

    Cos'è il PST e com'è organizzato

    Le regole del portale stanno nell'art. 5 delle specifiche tecniche approvate con provvedimento del 7 agosto 2024 ed efficaci dal 30 settembre 2024, che attuano il regolamento sul processo telematico (D.M. 44/2011). Il PST è composto da due aree.

    • ▸Area pubblica, chiamata Servizi online Uffici Giudiziari: pagine e servizi accessibili senza credenziali. Contiene documentazione sui servizi telematici, raccolte giurisprudenziali e informazioni essenziali sullo stato dei procedimenti, in forma anonima.
    • ▸Area riservata: informazioni, dati e provvedimenti giudiziari in formato elettronico, secondo l'art. 27 del regolamento, più i servizi di pagamento telematico e di richiesta copie.

    Il menu ha cinque voci: Servizi, Schede pratiche, Documentazione, Download, Malfunzionamenti. Le Schede pratiche sono da leggere prima di usare un servizio: spiegano ogni servizio con prerequisiti, documenti e indicazioni operative, e si possono sfogliare per tema o per tipo di utente. In Documentazione ci sono le specifiche tecniche vigenti e i provvedimenti del Ministero.

    Un dettaglio che confonde: molti servizi girano su indirizzi collegati, come servizipst.giustizia.it, o su portali dedicati, come il Portale delle vendite pubbliche o i servizi online del giudice di pace. È normale che, cliccando Accedi, l'indirizzo nella barra cambi.

    Come si accede all'area riservata

    Dalla home apri Servizi e, nel riquadro Area riservata, premi Accedi. La pagina di autenticazione oggi propone tre strumenti:

    • ▸SPID, con livello di sicurezza almeno pari a 2, come richiede l'art. 6 delle specifiche tecniche;
    • ▸CIE, la carta d'identità elettronica;
    • ▸CNS, cioè un certificato di autenticazione su smart card o chiavetta: quello di una carta nazionale o regionale dei servizi, oppure quello rilasciato da un certificatore accreditato con il profilo previsto per la CNS, che può stare sullo stesso dispositivo della firma digitale.

    Per entrare non serve la firma digitale: basta una delle tre identità. Alcune schede pratiche del PST parlano ancora solo di CNS o token: fa fede la pagina di accesso. La firma ti serve per depositare, e per formati e dispositivi c'è la guida alla firma digitale dell'avvocato.

    Se lavori da un punto di accesso, dell'Ordine o di un fornitore privato, valgono le sue credenziali: le specifiche ammettono autenticazione a due fattori, token crittografico o SPID di livello almeno 2. L'elenco dei punti di accesso autorizzati è pubblicato nell'area pubblica del PST.

    Per l'avvocato c'è poi un requisito che decide cosa vedrà dentro: la registrazione nel ReGIndE, il Registro generale degli indirizzi elettronici. Ci pensa l'Ordine, che trasmette l'albo al Ministero; è il ruolo registrato lì a determinare i profili di consultazione. Se i tuoi dati non risultano o sono sbagliati, la scheda del PST sulle anomalie rimanda all'Ordine o al punto di accesso.

    I servizi che usa un avvocato: chi può usarli e con quali credenziali

    La pagina Servizi del PST elenca una trentina di voci tra area pubblica e area riservata. Questi sono i servizi più legati all'attività del difensore.

    ServizioChi può usarloCredenziali
    Consultazione pubblica dei registri, anche della CassazioneChiunqueNessuna
    Uffici giudiziari: servizi telematici attivi e indirizzi PEC degli ufficiChiunqueNessuna
    Punti di accesso: elenco dei soggetti autorizzatiChiunqueNessuna
    Pagamenti online tramite pagoPA, utenti non registratiChiunqueNessuna
    Consultazione registri: fascicoli civiliAvvocati, ausiliari del giudice, parti ed enti, secondo il ruolo nel procedimentoSPID (livello 2 o superiore), CIE o CNS; per i professionisti anche la registrazione nel ReGIndE
    Consultazione registri Corte di CassazioneUtenti dell'area riservata, secondo il ruoloSPID, CIE o CNS
    Pagamenti online, sistema integrato con pagoPAUtenti dell'area riservataSPID, CIE o CNS
    Registro generale degli indirizzi elettronici (ReGIndE)Soggetti abilitati, per la consultazioneSPID, CIE o CNS
    Richiesta visibilità fascicoli per la parte non costituitaChi agisce per una parte non ancora costituita nel procedimentoSPID, CIE o CNS
    Portale deposito atti penali (PDP)Iscritti al ReGIndE come avvocato o praticante abilitato; Avvocatura dello StatoSPID, CIE o CNS, passando dall'area riservata

    L'elenco completo è più lungo e comprende, tra gli altri, il Portale delle vendite pubbliche, il Portale delle procedure concorsuali, l'albo dei CTU e dei periti, i servizi digitali del Casellario giudiziale, il Registro nazionale degli incarichi di curatore, commissario e liquidatore giudiziale. Ogni servizio ha la sua scheda pratica: prima di usarne uno per la prima volta conviene leggerla.

    Pagamenti: contributo unificato, diritti e bolli

    Il contributo unificato per i procedimenti davanti al giudice ordinario si versa tramite pagoPA: lo prevede l'art. 192 del Testo unico spese di giustizia (D.P.R. 115/2002), nel testo modificato dalla riforma Cartabia. L'art. 196 applica la stessa regola a diritto di copia, diritto di certificato e spese per le notificazioni a richiesta d'ufficio nel processo civile. Il PST precisa che gli uffici giudiziari non possono più accettare pagamenti attestati con modello F23, contrassegno marca da bollo o Lottomatica.

    Il comma 1-bis dell'art. 192 aggiunge una conseguenza da non sottovalutare: il pagamento del contributo unificato fatto fuori da pagoPA non libera la parte dall'obbligo, e l'istanza di rimborso va proposta, a pena di decadenza, entro trenta giorni da quel pagamento. L'unica eccezione è il mancato funzionamento di pagoPA attestato con provvedimento pubblicato dal Ministero: in quel caso il contributo si versa con bonifico (comma 1-sexies).

    Dal PST puoi pagare in due modi:

    • ▸dall'area riservata, servizio Pagamenti online, dopo l'accesso con SPID, CIE o CNS;
    • ▸dall'area pubblica, servizio Pagamenti online tramite pagoPA per utenti non registrati, senza login.

    In entrambi i casi scegli se pagare subito online o generare un avviso pagoPA da pagare dopo, allo sportello di banca o Poste, all'ATM, in home banking o con l'app IO. Il bollo digitale si paga solo online, scegliendo un prestatore di servizi di pagamento che offre quel servizio. Le eventuali commissioni le applica il prestatore che scegli. Un avviso il cui pagamento è andato in errore o è stato annullato si può pagare di nuovo senza generarne un altro.

    Per il pagamento servono ufficio giudiziario, tipo di pagamento, importo e soggetto debitore. Contributo unificato e diritti di cancelleria per l'iscrizione a ruolo si possono versare con un'unica operazione. Alla fine ricevi la ricevuta telematica (RT), con l'identificativo univoco del pagamento e l'esito di ogni voce: la alleghi al deposito telematico, oppure ne consegni la stampa in cancelleria. Se hai pagato con più versamenti vanno allegate tutte le RT. Le somme versate per errore si recuperano con istanza di rimborso in cancelleria.

    Per calcolare l'importo prima di pagare puoi usare il calcolo del contributo unificato; scaglioni, esenzioni e casi particolari sono nella guida al contributo unificato.

    Consultazione dei registri e del fascicolo

    La consultazione riservata è quella che molti avvocati chiamano ancora Polisweb. La regola di base è l'art. 27 del D.M. 44/2011: vedi le informazioni dei fascicoli dei procedimenti in cui eserciti la difesa. Per quei procedimenti trovi stato, dati dei registri di cancelleria e documenti del fascicolo informatico; per gli altri, solo i dati identificativi utili a costituirti, con i nomi delle parti riservati. Registri coperti, ruoli, istanza di visibilità e problemi tipici sono nella guida dedicata a Polisweb.

    La consultazione pubblica, invece, non richiede login e mostra in forma anonima numero di ruolo, ufficio, oggetto, magistrato, date di udienza e storico degli eventi, senza dati personali delle parti. Si selezionano regione, ufficio e registro.

    I servizi per il penale

    Per il penale il PST è la porta del Portale deposito atti penali (PDP). L'art. 19 delle specifiche tecniche stabilisce che nel procedimento penale gli atti dei soggetti abilitati esterni si trasmettono tramite il PDP, accessibile dall'area riservata del PST con le stesse modalità di identificazione. Le regole operative principali:

    • ▸l'accesso è consentito solo agli iscritti al ReGIndE con ruolo di avvocato, praticante abilitato, avvocato o funzionario di ente pubblico, questi ultimi solo se appartenenti all'Avvocatura dello Stato;
    • ▸per vedere i procedimenti autorizzati serve che la cancelleria o la segreteria abbia annotato prima il tuo codice fiscale nel registro ReGeWEB;
    • ▸ogni file può pesare fino a 60 megabyte e l'intero deposito fino a 600 megabyte;
    • ▸a fine invio il PDP genera la ricevuta di accettazione del deposito, con un identificativo nazionale nella forma anno/numero, scaricabile in PDF;
    • ▸lo stato del deposito si controlla nella sezione Consultazione - Depositi: inviato, in transito, accettato, in verifica, rifiutato o errore tecnico.

    Nella pagina Uffici giudiziari dell'area pubblica, cliccando su un ufficio penale, il PST mostra la tabella aggiornata degli atti depositabili tramite il portale. Tra i servizi riservati c'è anche quello degli avvisi degli atti depositati in cancelleria nei procedimenti penali.

    PST, Polisweb e gli altri portali del Ministero

    La confusione tra nomi è comprensibile: molti servizi si raggiungono dal PST ma vivono su portali propri. Il quadro:

    • ▸Polisweb è il nome storico della consultazione dei registri civili; sul PST corrisponde al servizio Consultazione registri.
    • ▸I punti di accesso sono soggetti autorizzati, come alcuni Ordini, enti pubblici e fornitori privati, che offrono i servizi di consultazione con una loro interfaccia: i servizi web del Ministero passano dal PST attraverso un proxy (art. 28 delle specifiche tecniche).
    • ▸Il PDP è il portale per depositare gli atti penali e si raggiunge dall'area riservata del PST.
    • ▸Il Portale delle vendite pubbliche pubblica gli avvisi delle vendite giudiziarie; il contributo per la pubblicazione si paga con pagoPA, anche dal PST.
    • ▸Il sito istituzionale giustizia.it ospita notizie, normativa e i recapiti degli uffici; i servizi telematici stanno sul PST.
    • ▸Il processo amministrativo e quello tributario hanno sistemi propri: il primo sul sito della giustizia amministrativa, il secondo presso il Dipartimento della giustizia tributaria del Ministero dell'economia e delle finanze.

    Malfunzionamenti e assistenza: a chi rivolgersi

    Quando qualcosa non funziona, la prima verifica è la pagina Malfunzionamenti del PST. Elenca i disservizi per settore, civile e penale, con il servizio coinvolto, la data di inizio e di fine e la natura del problema. Se un disservizio ministeriale ti ha impedito di rispettare un termine, conviene salvare quella pagina insieme alle ricevute dei tentativi fatti.

    Per le segnalazioni il PST indica due indirizzi email: info-pct@giustizia.it per il processo civile telematico e info-ppt@giustizia.it per il processo penale telematico. La scheda pratica In caso di anomalie ed errori precisa come scrivere: da un indirizzo ordinario, non PEC, indicando nome, cognome e codice fiscale dell'avvocato, data e ora del problema e, se c'è, il messaggio di errore ricevuto. La sezione Supporto del portale rimanda gli utenti esterni a un portale di assistenza dedicato.

    Per gli errori nei dati di un fascicolo l'interlocutore è la cancelleria dell'ufficio; per problemi di accesso da un punto di accesso o da un gestionale, il fornitore del servizio, che secondo la scheda del PST sugli strumenti di accesso è tenuto a fornire formazione e assistenza ai propri utenti. Per i dati del ReGIndE, l'Ordine.

    Gli errori che costano

    Pagare il contributo unificato fuori da pagoPA: il pagamento non libera la parte dall'obbligo e il rimborso va chiesto entro trenta giorni, a pena di decadenza (art. 192, comma 1-bis, D.P.R. 115/2002). Allegare una sola ricevuta telematica quando si è pagato con più versamenti: vanno allegate tutte. Scrivere alla PEC dell'ufficio giudiziario per chiedere informazioni: quegli indirizzi servono solo al deposito telematico e, come avverte il PST, i messaggi di natura diversa vengono scartati in automatico. Scrivere a info-pct dalla PEC: la scheda del PST chiede un indirizzo ordinario.

    Domande frequenti

    Come si accede al PST giustizia?

    Da pst.giustizia.it apri Servizi e, nel riquadro Area riservata, premi Accedi. La pagina di autenticazione propone SPID, CIE e CNS. L'area pubblica, invece, si usa senza credenziali.

    Si può entrare nel PST con lo SPID?

    Sì. Le specifiche tecniche (art. 6) ammettono lo SPID con livello di sicurezza almeno pari a 2. In alternativa ci sono la carta d'identità elettronica e la CNS.

    Come si paga il contributo unificato sul PST?

    Dall'area riservata, servizio Pagamenti online, oppure senza login dal servizio pagoPA per utenti non registrati. Indichi ufficio, tipo di pagamento, importo e debitore, poi paghi subito o generi un avviso pagoPA. La ricevuta telematica va allegata al deposito.

    Serve la firma digitale per usare il PST?

    Per entrare no: bastano SPID, CIE o CNS. La firma digitale serve per depositare gli atti, che nel processo civile partono via PEC con la busta telematica e non dal portale.

    Che differenza c'è tra PST e Polisweb?

    Il PST è il portale che raccoglie tutti i servizi telematici del Ministero. Polisweb è il nome storico di uno di quei servizi, la consultazione dei registri e dei fascicoli civili, che sul PST si chiama Consultazione registri. Dettagli nella guida a Polisweb.

    A chi si segnala un problema sul PST?

    Prima controlla la pagina Malfunzionamenti. Poi scrivi da un indirizzo ordinario a info-pct@giustizia.it per il civile o a info-ppt@giustizia.it per il penale, con nome, cognome, codice fiscale, data e ora del problema ed eventuale messaggio di errore.

    Un cittadino può usare il PST?

    Sì. L'area pubblica è aperta a tutti, compresi la consultazione anonima dei registri e i pagamenti pagoPA senza login. Nell'area riservata la persona autenticata può consultare i procedimenti in cui è parte.

    Fonti

    Alessio D'Aleo

    Alessio D'Aleo

    CEO, The Future Law Studio

    Fondatore di The Future Law Studio. Aiuta gli studi legali italiani a costruire un sistema di acquisizione clienti misurabile. Ogni guida cita fonti ufficiali e indica la data a cui è aggiornata.

    Redatti con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e sottoposti a revisione editoriale umana, con fonti ufficiali citate e verificate. Contenuto informativo: non sostituisce le indicazioni degli enti né una consulenza sul caso specifico.

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