Punti chiave dell'articolo
- ▸Legge 23 settembre 2025 n. 132, Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025, in vigore dal 10 ottobre 2025
- ▸Art. 13: IA solo strumentale, lavoro intellettuale prevalente, informativa chiara al cliente
- ▸Nuovo reato art. 612-quater c.p. per la diffusione dannosa di contenuti falsificati con l'IA: da uno a cinque anni
- ▸Il d.lgs. 160/2026, in vigore dal 30 settembre 2026, presume, salvo prova contraria, il nesso causale nei danni da violazione dell'AI Act
La legge 23 settembre 2025 n. 132 è la legge italiana sull'intelligenza artificiale. È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 ed è in vigore dal 10 ottobre 2025. Per chi fa l'avvocato la norma centrale è l'articolo 13: l'IA nelle professioni intellettuali può servire solo per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale, e il cliente va informato dei sistemi usati con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
Il resto della legge tocca comunque lo studio: riserva al magistrato le decisioni nel processo, crea un nuovo reato per la diffusione dannosa di contenuti falsificati con l'IA, modifica il diritto d'autore e delega il Governo. Il primo decreto attuativo, il d.lgs. 9 settembre 2026 n. 160, è in vigore dal 30 settembre 2026 e cambia le regole sui danni causati dall'IA.
Estremi e struttura della legge
Il titolo ufficiale è Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale. La legge ha 28 articoli divisi in sei capi.
- ▸Capo I, Principi e finalità (artt. 1-6): approccio antropocentrico, principi generali, informazione e dati personali, sviluppo economico, sicurezza nazionale.
- ▸Capo II, Disposizioni di settore (artt. 7-18): sanità, lavoro, professioni intellettuali, pubblica amministrazione, attività giudiziaria, delega su dati e algoritmi, competenza del tribunale, cybersicurezza.
- ▸Capo III, Strategia nazionale, autorità nazionali e azioni di promozione (artt. 19-24): tra l'altro strategia, autorità, investimenti e deleghe per l'adeguamento all'AI Act.
- ▸Capo IV, Disposizioni a tutela degli utenti e in materia di diritto d'autore (art. 25).
- ▸Capo V, Disposizioni penali (art. 26).
- ▸Capo VI, Disposizioni finanziarie e finali (artt. 27-28).
Le autorità nazionali per l'IA sono l'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), ferme le competenze di Banca d'Italia, CONSOB, IVASS e del Garante privacy (art. 20).
I principi che valgono per tutti
L'articolo 1 chiede un uso corretto, trasparente e responsabile dell'IA, in una dimensione antropocentrica, e stabilisce che la legge si interpreta e si applica conformemente al regolamento (UE) 2024/1689, l'AI Act. L'articolo 3 chiede il rispetto dell'autonomia e del potere decisionale dell'uomo, con sorveglianza e intervento umano.
Due regole hanno effetti pratici. L'articolo 4, comma 2 richiede che l'uso dell'IA garantisca un trattamento dei dati personali lecito, corretto e trasparente. L'articolo 4, comma 4 stabilisce che l'accesso dei minori di quattordici anni alle tecnologie di IA, e il relativo trattamento dei dati, richiede il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale; tra i quattordici e i diciotto anni il minore può prestare da sé il consenso al trattamento dei dati, se le informazioni sono facilmente accessibili e comprensibili.
Per chi ha dipendenti vale l'articolo 11, comma 2: il datore di lavoro informa il lavoratore dell'uso dell'IA nei casi e con le modalità dell'articolo 1-bis del d.lgs. 152/1997.
L'articolo 13 comma per comma
L'articolo 13, Disposizioni in materia di professioni intellettuali, ha due commi. Il primo dice quanto spazio può avere l'IA.
L'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali è finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto all'attività professionale e con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d'opera.
Art. 13, comma 1, legge 23 settembre 2025 n. 132
Le condizioni sono due e valgono insieme. L'IA deve servire ad attività strumentali e di supporto, che la norma non elenca: per esempio ricerca, sintesi di documenti, prime bozze da rielaborare, organizzazione del lavoro. E il lavoro intellettuale oggetto della prestazione deve restare prevalente: l'analisi del caso, la strategia, la scelta degli argomenti e il controllo finale sono tuoi. Un atto o un parere generato e consegnato senza una rielaborazione vera è fuori dal perimetro del comma 1.
Il secondo comma riguarda il rapporto con il cliente.
Per assicurare il rapporto fiduciario tra professionista e cliente, le informazioni relative ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista sono comunicate al soggetto destinatario della prestazione intellettuale con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
Art. 13, comma 2, legge 23 settembre 2025 n. 132
La norma non prescrive una forma, ma chiede tre qualità: chiaro, semplice, esaustivo. Una clausola generica, che non dice quali sistemi usi e per quali attività, difficilmente lo è. Il CNF, con una comunicazione ai presidenti degli Ordini del 13 ottobre 2025, ha messo a disposizione uno schema di informativa che gli avvocati possono usare se lo ritengono utile. Come costruirla e come gestire segreto e dati è spiegato nella guida su intelligenza artificiale e avvocati.
L'articolo 13 non ha una sanzione propria. Il suo peso arriva dalla deontologia, che chiede diligenza, competenza e informazione al cliente (artt. 12, 14 e 27 del codice deontologico forense; per l'art. 20 è illecito disciplinare anche la violazione dei doveri imposti dalla legge), e dalla responsabilità professionale, che resta dell'avvocato.
Giustizia: cosa resta al magistrato
L'articolo 15 traccia un confine netto per l'uso dell'IA negli uffici giudiziari.
Nei casi di impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nell'attività giudiziaria è sempre riservata al magistrato ogni decisione sull'interpretazione e sull'applicazione della legge, sulla valutazione dei fatti e delle prove e sull'adozione dei provvedimenti.
Art. 15, comma 1, legge 23 settembre 2025 n. 132
Il Ministero della giustizia disciplina l'uso dell'IA per l'organizzazione dei servizi e le attività amministrative accessorie e, fino alla compiuta attuazione dell'AI Act, autorizza sperimentazione e impiego dei sistemi negli uffici giudiziari ordinari, sentite AgID e ACN.
L'articolo 17 modifica l'articolo 9, secondo comma, del codice di procedura civile: le cause che hanno ad oggetto il funzionamento di un sistema di intelligenza artificiale sono di competenza esclusiva del tribunale, qualunque sia il valore.
Le nuove norme penali
L'articolo 26 interviene sul codice penale e su alcune leggi speciali. La novità più visibile è il nuovo articolo 612-quater del codice penale, Illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale.
Chiunque cagiona un danno ingiusto ad una persona, cedendo, pubblicando o altrimenti diffondendo, senza il suo consenso, immagini, video o voci falsificati o alterati mediante l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale e idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Art. 612-quater, primo periodo, codice penale
Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede d'ufficio se il fatto è connesso con un altro delitto procedibile d'ufficio o se è commesso contro una persona incapace, per età o per infermità, o contro una pubblica autorità a causa delle sue funzioni. Le altre modifiche:
- ▸Aggravante comune (art. 61, n. 11-undecies, c.p.): il fatto commesso con sistemi di IA che hanno costituito mezzo insidioso, ostacolato la difesa o aggravato le conseguenze del reato.
- ▸Aggiotaggio e manipolazione del mercato: reclusione da due a sette anni se il fatto è commesso con sistemi di IA (art. 2637 c.c. e art. 185 TUF, che prevede anche una multa da 25.000 a 6 milioni di euro).
- ▸Diritto d'autore: nuova lettera a-ter all'articolo 171 della legge 633/1941, per chi riproduce o estrae testo o dati in violazione degli articoli 70-ter e 70-quater, anche attraverso sistemi di IA.
- ▸Diritti politici: reclusione da due a sei anni per l'inganno commesso con sistemi di IA nell'articolo 294 c.p.
Il d.lgs. 160/2026 ha poi aggiunto l'articolo 437-bis c.p., sull'omessa adozione di misure di sicurezza e di sorveglianza umana nei sistemi di IA ad alto rischio e sulla loro alterazione illecita, e l'articolo 25-vicies del d.lgs. 231/2001, che estende la responsabilità degli enti ai delitti degli articoli 437-bis e 612-quater.
Diritto d'autore e opere create con l'IA
L'articolo 25 modifica l'articolo 1 della legge sul diritto d'autore: sono protette le opere dell'ingegno umano, anche se create con l'ausilio di strumenti di IA, purché siano il risultato del lavoro intellettuale dell'autore. È su questa condizione che si decide la tutela dei contenuti generati.
Il nuovo articolo 70-septies consente riproduzioni ed estrazioni di testo e dati attraverso modelli e sistemi di IA, anche generativa, da opere a cui si ha legittimamente accesso, nei limiti degli articoli 70-ter e 70-quater. Sono temi che entrano nei contratti e nei pareri alle imprese che usano modelli.
Gli articoli che contano per lo studio
| Articolo | Cosa prevede | Cosa cambia per l'avvocato |
|---|---|---|
| Art. 3, comma 5 | Nessun obbligo nuovo rispetto all'AI Act per sistemi e modelli | I requisiti tecnici dei sistemi restano quelli europei |
| Art. 4, comma 4 | Sotto i 14 anni serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale | Rilevante in diritto di famiglia e nella tutela dei minori |
| Art. 11, comma 2 | Informativa al lavoratore nei casi dell'art. 1-bis d.lgs. 152/1997 | Vale per lo studio con dipendenti e per i clienti datori di lavoro |
| Art. 13 | IA solo strumentale, lavoro intellettuale prevalente, informativa al cliente | Regola di ogni incarico: va rispettata, e conviene documentarla |
| Art. 15 | Interpretazione, valutazione di fatti e prove e provvedimenti restano al magistrato | Parametro per valutare provvedimenti e uso dell'IA negli uffici |
| Art. 17 | Competenza esclusiva del tribunale sulle cause relative al funzionamento di un sistema di IA | Incide sulla scelta del giudice |
| Art. 25 | Tutela d'autore per le opere dell'ingegno umano, text and data mining nei limiti di legge | Contratti e pareri sui contenuti generati |
| Art. 26 | Art. 612-quater c.p., aggravante dell'art. 61 n. 11-undecies, pene più alte per alcuni reati | Nuove fattispecie per difesa e persona offesa |
| Artt. 16 e 24 | Deleghe al Governo | Il d.lgs. 160/2026 cambia il processo per i danni da IA |
Deleghe e decreti attuativi: lo stato al 4 ottobre 2026
La legge contiene tre deleghe, tutte da esercitare entro dodici mesi dall'entrata in vigore, cioè entro il 10 ottobre 2026, salvo le proroghe previste se il termine per il parere parlamentare scade nei trenta giorni che precedono la scadenza.
- ▸Art. 16: uso di dati, algoritmi e metodi matematici per l'addestramento dei sistemi, con controversie alle sezioni specializzate in materia di impresa.
- ▸Art. 24, comma 1: adeguamento della normativa nazionale all'AI Act. Tra i criteri del comma 2, la lettera f) prevede percorsi di alfabetizzazione e formazione sull'IA da parte degli ordini professionali e la possibilità di un equo compenso modulabile in base alle responsabilità e ai rischi connessi all'uso dei sistemi.
- ▸Art. 24, comma 3: realizzazione e impiego illeciti di sistemi di IA.
Il primo decreto è il d.lgs. 9 settembre 2026 n. 160, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2026 e in vigore dal 30 settembre 2026. Oltre all'IA nelle attività di polizia, regola le azioni di risarcimento dei danni cagionati nell'utilizzo di un sistema di IA.
- ▸Accesso alle prove (art. 17): su istanza di chi allega il danno e rende verosimile la domanda, il giudice ordina l'esibizione delle prove sul funzionamento del sistema, tra cui registri, documentazione tecnica e informazioni sulla supervisione umana; se la parte non adempie senza giustificato motivo per questa documentazione, il giudice ritiene ammessi i fatti allegati, valutato ogni altro elemento di prova.
- ▸Presunzione del nesso causale (art. 18): se il danno deriva dalla violazione di obblighi dell'AI Act, il nesso di causalità è presunto, salvo prova contraria.
- ▸Conformità non decisiva (art. 19): la conformità del sistema all'AI Act, anche se certificata, non esclude da sola la responsabilità del convenuto.
- ▸Azione diretta (art. 20): il danneggiato può agire direttamente contro l'assicuratore della responsabilità civile del convenuto, nei limiti del massimale.
- ▸Foro del consumatore (art. 16, comma 4): la persona fisica che agisce come consumatore può agire anche davanti al giudice del luogo di residenza o domicilio.
Il secondo decreto, sui poteri delle autorità nazionali e sull'uso dell'IA nella formazione, nelle professioni e nel lavoro, è stato approvato in esame definitivo dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026. Fino alla Gazzetta Ufficiale del 3 ottobre 2026 non risulta pubblicato: finché non lo è, le sue regole non sono in vigore.
Cosa è nazionale e cosa è europeo
L'AI Act si applica direttamente in tutta l'Unione e la legge 132 non lo duplica. Lo dice in modo esplicito l'articolo 3.
La presente legge non produce nuovi obblighi rispetto a quelli previsti dal regolamento (UE) 2024/1689 per i sistemi di intelligenza artificiale e per i modelli di intelligenza artificiale per finalità generali.
Art. 3, comma 5, legge 23 settembre 2025 n. 132
Dall'AI Act arrivano le regole su sistemi e modelli e gli obblighi di chi li usa; dalla legge 132 l'obbligo di informare il cliente, che riguarda il rapporto professionale e non il sistema. Non vanno confusi: l'articolo 50 dell'AI Act, per chi usa un sistema, prevede obblighi di trasparenza solo in tre casi: i sistemi di riconoscimento delle emozioni o di categorizzazione biometrica, i deep fake e i testi pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. Usare un modello per riassumere documenti o fare ricerca non rientra in questi casi, ma rientra nell'articolo 13.
Calendario e adempimenti dell'AI Act, anche dopo le modifiche del regolamento (UE) 2026/1744, sono nella guida su AI Act e adeguamento dello studio legale.
Gli errori che costano
Tre errori ricorrenti. Il primo: usare l'IA per scrivere l'atto o il parere senza una rielaborazione vera, in contrasto con la prevalenza del lavoro intellettuale richiesta dall'articolo 13, comma 1. Il secondo: non dare al cliente l'informativa del comma 2, o darla con formule che non dicono quali sistemi usi e per cosa. Il terzo: trattare la legge 132 come regola completa, dimenticando che per deep fake e testi pubblicati valgono anche gli obblighi dell'AI Act e per i dati personali il GDPR.
Cosa fare in studio: la checklist
- 1.Fai l'inventario degli strumenti di IA che usi e delle attività per cui li usi.
- 2.Verifica che ogni uso sia strumentale e di supporto e che analisi, scelte e controllo finale restino tuoi.
- 3.Inserisci nell'incarico un'informativa chiara sui sistemi usati e sulle attività in cui intervengono; lo schema diffuso dal CNF il 13 ottobre 2025 è un punto di partenza.
- 4.Valuta che cosa inserisci negli strumenti alla luce del segreto professionale (art. 28 del codice deontologico) e delle regole sui dati personali (art. 4 della legge 132 e GDPR).
- 5.Se lo studio ha dipendenti e usa sistemi che rientrano nell'articolo 1-bis del d.lgs. 152/1997, informali come prevede l'articolo 11.
- 6.Per le cause su danni causati da sistemi di IA, considera le regole del d.lgs. 160/2026 su accesso alle prove, presunzione del nesso e azione diretta contro l'assicuratore.
- 7.Segui l'attuazione: i percorsi di formazione degli ordini previsti dalla delega dipendono dal decreto attuativo, non pubblicato fino alla Gazzetta del 3 ottobre 2026.
Domande frequenti
Cos'è la legge 132 del 2025?
È la legge italiana sull'intelligenza artificiale: legge 23 settembre 2025 n. 132, Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 e in vigore dal 10 ottobre 2025. Ha 28 articoli in sei capi.
Cosa prevede l'articolo 13 della legge 132/2025?
Che nelle professioni intellettuali l'IA serva solo per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione, e che il professionista comunichi al cliente le informazioni sui sistemi usati con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
L'avvocato deve informare il cliente se usa ChatGPT?
Sì, se lo usa per svolgere l'incarico: l'art. 13, comma 2 riguarda i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista, senza distinguere tra strumenti. Il CNF ha diffuso il 13 ottobre 2025 uno schema di informativa utilizzabile dagli avvocati.
Cosa punisce l'articolo 612-quater del codice penale?
La diffusione, senza consenso, di immagini, video o voci falsificati o alterati con sistemi di IA e idonei a ingannare sulla loro genuinità, quando cagiona un danno ingiusto a una persona. La pena è la reclusione da uno a cinque anni; di regola si procede a querela.
Sono stati adottati i decreti attuativi della legge 132/2025?
Uno è in vigore: il d.lgs. 9 settembre 2026 n. 160, dal 30 settembre 2026, su IA nelle attività di polizia e responsabilità civile e penale. Il decreto su autorità nazionali e formazione è stato approvato in via definitiva il 4 agosto 2026 ma fino al 3 ottobre 2026 non risulta pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Fonti
- Legge 23 settembre 2025 n. 132, testo vigente (Normattiva)
- Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025, legge 23 settembre 2025 n. 132
- Decreto legislativo 9 settembre 2026 n. 160, testo vigente (Normattiva)
- Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2026, decreto legislativo 9 settembre 2026 n. 160
- Governo, comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 185 (riunione del 4 agosto 2026)
- Consiglio nazionale forense, comunicazione ai COA del 13 ottobre 2025 sullo schema di informativa IA (PDF)
- Commissione europea, AI Act Service Desk, articolo 50 del regolamento (UE) 2024/1689

Alessio D'Aleo
CEO, The Future Law Studio
Fondatore di The Future Law Studio. Aiuta gli studi legali italiani a costruire un sistema di acquisizione clienti misurabile. Ogni guida cita fonti ufficiali e indica la data a cui è aggiornata.
Redatti con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e sottoposti a revisione editoriale umana, con fonti ufficiali citate e verificate. Contenuto informativo: non sostituisce le indicazioni degli enti né una consulenza sul caso specifico.

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