Offerta estiva: online prima dell'autunno. Chiude il 15 settembrePrenota 15 minuti
    BlogCompensi
    Compensi

    Parametri forensi: come si leggono e si applicano le tabelle passo per passo

    Scritto da Alessio D'Aleo Revisionato da Avv. Claudio Luperto Luglio 2026 9 min

    Punti chiave dell'articolo

    • Il testo vigente è il DM 55/2014 con le tabelle sostituite dal DM 147/2022, in vigore dal 23 ottobre 2022
    • Ogni liquidazione incrocia quattro dati: materia e autorità giudiziaria, scaglione, fasi svolte, variazioni
    • I valori medi si aumentano fino al 50 per cento e si diminuiscono in ogni caso non oltre il 50 per cento
    • Le cause di valore indeterminabile valgono fra 26.000 e 260.000 euro, fino a 520.000 se di particolare importanza

    I parametri forensi sono i valori che il giudice usa per liquidare il compenso dell'avvocato quando non è stato pattuito per iscritto. Stanno nelle tabelle allegate al DM 55/2014, oggi applicabile con le tabelle sostituite dal DM 147/2022. Per usarle servono quattro dati: materia e autorità giudiziaria, scaglione di valore, fasi svolte, percentuali di variazione.

    Cosa sono e quando si applicano

    I parametri non sono una tariffa che si applica sempre. L'articolo 1 del decreto delimita il campo:

    Il presente regolamento disciplina per le prestazioni professionali i parametri dei compensi all'avvocato quando all'atto dell'incarico o successivamente il compenso non sia stato determinato in forma scritta, in ogni caso di mancata determinazione consensuale degli stessi, comprese le ipotesi di liquidazione nonché di prestazione nell'interesse di terzi o prestazioni officiose previste dalla legge.

    Art. 1 DM 55/2014

    • Mancato accordo con il cliente: non c'è un patto scritto, o c'è ma non copre l'attività svolta.
    • Liquidazione giudiziale delle spese a carico del soccombente.
    • Patrocinio a spese dello Stato e prestazioni officiose, dove paga l'erario.

    Nel patrocinio a spese dello Stato i parametri vengono compressi due volte. L'articolo 82 del DPR 115/2002 impone che la liquidazione non superi i valori medi delle tabelle, e su quell'importo intervengono le riduzioni del testo unico: l'articolo 130 dimezza gli importi spettanti al difensore nel processo civile, l'articolo 106-bis li riduce di un terzo.

    Un punto che sfugge spesso: anche con compenso pattuito resta ferma la disciplina dell'articolo 2. All'avvocato spetta in ogni caso, oltre alle spese documentate, un rimborso spese forfettarie pari al 15 per cento del compenso totale per la prestazione.

    Il decreto vigente e le modifiche

    La fonte è il DM 10 marzo 2014 n. 55, adottato ai sensi dell'articolo 13 comma 6 della legge 247/2012. Ha subito due interventi organici: il DM 37/2018, in vigore dal 27 aprile 2018, e il DM 13 agosto 2022 n. 147, in Gazzetta Ufficiale n. 236 dell'8 ottobre 2022 e in vigore dal 23 ottobre 2022, che ha sostituito le tabelle.

    Le novità del 2022 che contano nel calcolo quotidiano sono quattro: valori rivalutati rispetto al 2014; aumenti e diminuzioni uniformati a un'unica percentuale del 50 per cento, dove prima c'erano soglie diverse; nuovo articolo 4 comma 1-bis sugli atti telematici; nuovo articolo 22-bis sui compensi a tempo.

    Quale versione si applica

    L'articolo 6 del DM 147/2022 dispone che le nuove regole valgono per le prestazioni professionali esaurite dopo il 23 ottobre 2022. A luglio 2026 le tabelle vigenti restano quelle allegate a quel decreto. Prima di usare importi presi da un prontuario o da un calcolatore online, verifica il testo in Gazzetta Ufficiale.

    Come è costruita una tabella

    La prima coordinata è la tabella giusta. Gli allegati sono numerati per materia e autorità giudiziaria: giudice di pace, giudizi ordinari e sommari di cognizione in tribunale, lavoro, previdenza, convalida locatizia, precetto, volontaria giurisdizione, monitori, istruzione preventiva, cautelari. Altre coprono il penale, il tribunale per i minorenni, TAR e Consiglio di Stato, lo stragiudiziale.

    La seconda coordinata è lo scaglione di valore. Le tabelle civili di cognizione sono organizzate su sei fasce.

    Scaglione di valoreNota
    da 0,01 a 1.100,00 euroAssente nelle tabelle a compenso unico
    da 1.100,01 a 5.200,00 euroSpesso accorpato al precedente
    da 5.200,01 a 26.000,00 euroUltimo scaglione del giudice di pace
    da 26.000,01 a 52.000,00 euroFascia frequente in tribunale
    da 52.000,01 a 260.000,00 euroTetto del valore indeterminabile
    da 260.000,01 a 520.000,00 euroUltimo scaglione tabellare
    oltre 520.000,00 euroArticolo 6: fino a più 30 per cento per fascia

    La terza coordinata sono le fasi. L'articolo 4 comma 5 stabilisce che il compenso è liquidato per fasi: studio della controversia, introduttiva, istruttoria e di trattazione, decisionale. Nei procedimenti esecutivi si riducono a due. In penale l'articolo 12 comma 3 elenca studio, che comprende l'attività investigativa, introduttiva, istruttoria o dibattimentale, decisionale.

    La quarta coordinata è la più dimenticata: le fasi si liquidano solo se effettivamente svolte, e per l'istruttoria il decreto lo dice espressamente. Sulla complessità di quella fase incidono le plurime memorie non meramente illustrative, le richieste istruttorie ammesse e le prove assunte. Il numero in tabella è un valore medio: il punto di partenza, non il risultato.

    Come si individua lo scaglione

    Il valore si determina a norma del codice di procedura civile, salvo le deroghe dell'articolo 5. Le deroghe contano più della regola, perché cambiano il risultato in gran parte del contenzioso.

    • A carico del soccombente, nei giudizi per pagamento di somme o danni si guarda alla somma attribuita alla parte vincitrice, non a quella domandata: è il criterio del decisum.
    • A carico del cliente si guarda all'entità della domanda, salvo valore effettivo manifestamente diverso.
    • Nelle azioni surrogatorie e revocatorie rileva la ragione di credito tutelata; nelle divisioni la quota o i conguagli.
    • Nella giustizia amministrativa rileva l'interesse sostanziale; nei pubblici contratti l'utile o i profitti attesi si intendono di regola non inferiori al 10 per cento del valore dell'appalto.
    • In materia tributaria contano imposte, tasse, contributi e accessori contestati, con il limite di un quinquennio per gli oneri poliennali.

    Se nessun criterio porta a un numero, il comma 5 dichiara la causa di valore indeterminabile e si applica il comma 6: valore non inferiore a 26.000 euro e non superiore a 260.000 euro. Se la causa è di particolare importanza per lo specifico oggetto, per il numero e la complessità delle questioni e per la rilevanza degli effetti o dei risultati utili, anche non patrimoniali, il valore si considera entro lo scaglione fino a 520.000 euro.

    Il DM 147/2022 ha soppresso l'inciso di regola in diversi punti, per ridurre la discrezionalità del giudice. La forbice fra 26.000 e 260.000 euro attraversa però più di uno scaglione, e la scelta ha prodotto orientamenti non uniformi in Cassazione: nella nota spese conviene indicare lo scaglione richiesto e le ragioni che lo giustificano. Sopra i 520.000 euro subentra l'articolo 6, che costruisce il compenso per raddoppi successivi.

    Aumenti, diminuzioni e casi particolari

    La regola generale è nell'articolo 4 comma 1: il giudice tiene conto dei valori medi, che possono essere aumentati fino al 50 per cento ovvero diminuiti in ogni caso non oltre il 50 per cento. Stessa forbice per il penale, all'articolo 12, e per lo stragiudiziale, all'articolo 19. Accanto ad essa il decreto prevede variazioni specifiche, con presupposti propri.

    FattispecieVariazioneNorma
    Atti telematici con ricerca testuale e navigazioneFino a più 30 per centoArt. 4 c. 1-bis
    Più soggetti, stessa posizione processualePiù 30 per cento a soggetto fino a dieci, poi più 10 per cento fino a trentaArt. 4 c. 2
    Entrambi i coniugi, separazione o divorzio congiuntoPiù 20 per centoArt. 4 c. 3
    Più soggetti senza questioni distinteMeno 30 per cento al massimoArt. 4 c. 4
    Conciliazione giudiziale o transazioneFase decisionale più un quartoArt. 4 c. 6
    Difese della parte vittoriosa manifestamente fondateFino a più un terzo sul soccombenteArt. 4 c. 8
    Responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c.Meno 75 per cento al soccombenteArt. 4 c. 9
    Motivi aggiunti davanti a TAR e Consiglio di StatoFino a più 50 per cento sulla fase introduttivaArt. 4 c. 10-bis
    Memoria ex art. 378 c.p.c. in CassazioneFino a più 50 per cento sulla fase decisionaleArt. 4 c. 10-quater

    L'aumento per più parti si applica anche quando più cause vengono riunite, dal momento della riunione, e quando l'avvocato assiste un solo soggetto contro più soggetti. Il contrappeso è il comma 4, che riduce il compenso fino al 30 per cento se la prestazione, ferma l'identità di posizione processuale, non comporta l'esame di questioni distinte.

    La conciliazione genera più errori di tutte. Il comma 6 non sostituisce l'intero compenso: la voce per la conciliazione o la transazione è pari a quella della fase decisionale aumentata di un quarto, fermo quanto maturato per l'attività precedente. Le fasi già maturate restano e la voce si somma.

    Restano tre regole che incidono sulla nota. Nei giudizi non compiuti si liquidano i compensi maturati fino alla cessazione del rapporto. Al domiciliatario spetta almeno il 20 per cento dei parametri per le fasi seguite. Ai praticanti abilitati è liquidata la metà dei compensi dell'avvocato.

    Tre errori che costano soldi

    Non depositare la nota spese, lasciando una liquidazione fatta a occhio sui medi. Chiedere la fase istruttoria quando non è stata svolta, esponendo l'intera nota a decurtazione. Dimenticare il 15 per cento di rimborso forfettario dell'articolo 2, che è dovuto in ogni caso.

    Il compenso per l'attività stragiudiziale

    Il capo IV, articoli da 18 a 27, ha una logica diversa. I compensi stragiudiziali sono onnicomprensivi rispetto a ogni attività inerente l'affare, e si liquidano per parti separate solo se l'affare si compone di fasi o parti autonome in ragione della materia. L'articolo 19 conferma la forbice del 50 per cento.

    Il valore dell'affare segue l'articolo 21: nelle procedure concorsuali il credito del cliente creditore o il passivo del cliente debitore, in successioni e divisioni la quota attribuita al cliente, in materia tributaria le imposte e gli accessori contestati. Anche qui l'affare di valore indeterminabile vale fra 26.000 e 260.000 euro, con estensione fino a 520.000 euro nei casi di particolare importanza.

    Due previsioni contano quando lo stragiudiziale corre in parallelo al contenzioso. L'articolo 20 comma 1 dispone che l'attività svolta prima o insieme a quella giudiziale, se ha autonoma rilevanza, è liquidata a parte. Il comma 1-bis riguarda mediazione e negoziazione assistita: se si chiudono con un accordo, fermo il compenso per la fase di conciliazione, le fasi di attivazione e di negoziazione aumentano del 30 per cento.

    Un esempio di liquidazione

    Giudizio ordinario di cognizione in tribunale, valore accertato 20.000 euro, quindi scaglione da 5.200,01 a 26.000,00 euro, tutte e quattro le fasi svolte. Si usa la tabella 2 allegata al DM 147/2022. I valori medi che seguono sono quelli in vigore a luglio 2026 e vanno verificati sul testo in Gazzetta Ufficiale.

    FaseValore medio
    Studio della controversia919,00 euro
    Fase introduttiva777,00 euro
    Fase istruttoria e di trattazione1.680,00 euro
    Fase decisionale1.701,00 euro
    Totale ai valori medi5.077,00 euro
    1. 1.Verificare le fasi. Senza istruttoria la base scenderebbe a 3.397,00 euro: le fasi non svolte non si chiedono.
    2. 2.Applicare l'articolo 4 comma 1. Con un aumento del 20 per cento: 5.077,00 per 1,20 fa 6.092,40 euro. Il tetto sarebbe 7.615,50 euro, il pavimento 2.538,50 euro.
    3. 3.Verificare le variazioni specifiche. Qui nessuna: parte unica, nessuna conciliazione, nessun atto telematico premiato.
    4. 4.Aggiungere il rimborso forfettario del 15 per cento, cioè 913,86 euro. Totale 7.006,26 euro.
    5. 5.Aggiungere le spese documentate e, in fattura, contributo integrativo e IVA, fuori dai parametri.

    Secondo scenario: dopo l'istruttoria le parti conciliano. Le fasi maturate restano, quindi 919,00 più 777,00 più 1.680,00 fa 3.376,00 euro. Si aggiunge la voce del comma 6, pari alla fase decisionale aumentata di un quarto: 1.701,00 per 1,25 fa 2.126,25 euro. Totale 5.502,25 euro, sopra i 5.077,00 euro della causa portata a sentenza. Ai valori medi la conciliazione vale più della decisione, e conviene dirlo al cliente prima.

    Parametri ed equo compenso

    I due istituti vengono confusi ma stanno su piani diversi. I parametri sono criteri di liquidazione: dicono come si quantifica un compenso quando manca l'accordo. L'equo compenso è una regola di validità del contratto: dice quando un accordo è nullo.

    La disciplina generale è nella legge 21 aprile 2023 n. 49, in vigore dal 20 maggio 2023, e aggancia l'equo compenso proprio ai parametri: il compenso è equo quando è proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro ed è conforme ai parametri ministeriali, per gli avvocati il DM 55/2014. Le clausole che prevedono un compenso inferiore sono nulle, e la nullità opera a vantaggio del professionista.

    L'ambito è però circoscritto ai committenti cosiddetti forti: banche e assicurazioni, pubbliche amministrazioni e imprese che nell'anno precedente hanno occupato più di cinquanta dipendenti o presentato ricavi superiori a 10 milioni di euro. Fuori da quelle categorie i parametri non diventano un minimo inderogabile: resta la libertà di pattuire per iscritto, e i parametri fanno da rete solo se il patto manca.

    Domande frequenti

    Domande frequenti

    I parametri forensi sono minimi tariffari inderogabili?

    No, non in generale. Sono criteri di liquidazione che operano quando il compenso non è stato determinato per iscritto o quando lo determina un giudice. Diventano un limite inderogabile solo dove una legge lo prevede, come nell'equo compenso della legge 49/2023 verso i committenti forti.

    Di quanto può il giudice ridurre il compenso rispetto ai valori medi?

    Dopo il DM 147/2022 il limite è uno solo: i valori medi possono essere aumentati fino al 50 per cento e diminuiti in ogni caso non oltre il 50 per cento, in sede civile, penale e stragiudiziale. Restano fuori le variazioni specifiche di altri commi, come la riduzione del 75 per cento per responsabilità aggravata ex articolo 96 c.p.c.

    Quale scaglione si applica se la causa è di valore indeterminabile?

    L'articolo 5 comma 6 stabilisce che queste cause si considerano di valore non inferiore a 26.000 euro e non superiore a 260.000 euro, tenuto conto dell'oggetto e della complessità. Se la causa è di particolare importanza per oggetto, questioni trattate e rilevanza degli effetti, il valore si considera entro lo scaglione fino a 520.000 euro.

    Come si calcola il compenso se la causa si chiude con una conciliazione?

    Secondo l'articolo 4 comma 6 la voce per la conciliazione giudiziale o la transazione è pari a quella della fase decisionale aumentata di un quarto, fermo quanto maturato per l'attività precedente. Le fasi già maturate restano dovute.

    Spetta il compenso per le fasi non svolte?

    No. Il compenso è liquidato per fasi e per l'istruttoria il decreto precisa che rileva quando effettivamente svolta. L'articolo 4 comma 5-bis prevede però che il giudice possa riconoscere, se richiesto, la fase di studio al difensore che subentra dopo la fase introduttiva.

    Calcola subito la parcella

    Metti in pratica quanto hai letto: stima il compenso per la tua causa con i parametri forensi del D.M. 55/2014 e scarica un preventivo in PDF pronto da consegnare al cliente.

    Apri il calcolatore di parcella

    Fonti

    Alessio D'Aleo

    Alessio D'Aleo

    CEO, The Future Law Studio

    Fondatore di The Future Law Studio. Aiuta gli studi legali italiani a costruire un sistema di acquisizione clienti misurabile. Ogni guida cita fonti ufficiali e viene aggiornata quando la normativa cambia.

    Contenuti giuridici revisionati da Avv. Claudio Luperto

    Redatti con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e sottoposti a revisione editoriale umana, con fonti ufficiali citate e verificate.

    Vuoi applicare queste strategie al tuo studio?

    Prenota una call strategica gratuita con il nostro team.

    Prenota una call gratuita