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    Numero di avvocati in Italia: i dati aggiornati

    Scritto da Alessio D'Aleo Revisionato da Avv. Claudio Luperto Luglio 2026 10 min

    Punti chiave dell'articolo

    • 228.641 avvocati iscritti a Cassa Forense nel 2025, quinto anno consecutivo di calo
    • 398,7 avvocati ogni 100.000 abitanti: l'Italia è quarta in Europa, la media è 180
    • In Calabria 5,7 avvocati ogni 1.000 abitanti, in Valle d'Aosta 1,3
    • Saldo iscrizioni meno cancellazioni 2025: meno 2.849, di cui meno 2.159 donne

    Gli avvocati iscritti a Cassa Forense in Italia sono 228.641. Il dato è riferito al 2025 ed è pubblicato nel X Rapporto sull'Avvocatura, realizzato da Censis e Cassa Forense e presentato il 29 aprile 2026. Di questi, 211.464 sono avvocati attivi e 17.177 sono pensionati che continuano a contribuire.

    È il quinto anno consecutivo di calo. Il massimo storico è del 2020, con 245.030 iscritti: da allora l'avvocatura italiana ha perso 16.389 professionisti, il 6,7%. Qui sotto ci sono i numeri che servono per leggere il fenomeno con precisione, tutti con fonte e anno.

    Quanti avvocati ci sono in Italia oggi

    Il conteggio ufficiale più affidabile è quello di Cassa Forense, perché dal 2014 l'iscrizione alla Cassa è obbligatoria per chiunque eserciti la professione con partita IVA. La fotografia al 2025 è questa.

    VoceValore 2025
    Totale iscritti a Cassa Forense228.641
    Avvocati attivi (non pensionati)211.464
    Pensionati contribuenti17.177
    Uomini121.986 (53,4%)
    Donne106.655 (46,6%)
    Iscritti ogni 1.000 abitanti3,9
    Avvocati attivi ogni 1.000 abitanti3,6
    Variazione sul 2024-2,0%

    Fonte: Censis e Cassa Forense, X Rapporto sull'Avvocatura 2026. La popolazione di riferimento usata dal Rapporto è quella Istat al 2025, pari a 58.956.824 abitanti.

    Attenzione a quale numero state citando

    Iscritti a Cassa Forense e iscritti agli albi ordinistici non sono la stessa cosa e non vanno confrontati fra loro. Inoltre la serie della Cassa ha una rottura nel 2014: da quell'anno l'iscrizione è diventata obbligatoria e il totale è salito del 26,4% in dodici mesi senza che fossero entrati altrettanti nuovi avvocati. Chi confronta il 2013 con il 2015 misura una riforma, non il mercato.

    Vent'anni di numeri: dal 2005 al 2025

    La tabella A1 del Rapporto 2026 ricostruisce la serie storica degli iscritti alla Cassa e la mette a confronto con la popolazione italiana. Sono i dati che permettono di vedere le tre fasi della professione: espansione, plateau, contrazione.

    AnnoIscritti Cassa ForenseOgni 1.000 abitantiVariazione annua
    2005121.7662,1+8,8%
    2010156.9342,6+3,2%
    2013177.0882,9+4,1%
    2014223.8423,7+26,4%
    2015235.0553,9+5,0%
    2020245.0304,10,0%
    2022240.0194,1-0,7%
    2024233.2604,0-1,6%
    2025228.6413,9-2,0%

    Fonte: Censis su dati Cassa Forense e Istat, X Rapporto sull'Avvocatura 2026, tabella A1. Il salto del 2014 è l'effetto dell'obbligo di iscrizione introdotto nel 2013 e applicato dall'anno successivo.

    Al netto di quella rottura la storia è leggibile. Fra il 2005 e il 2013 gli iscritti crescono di oltre il 45%, con incrementi annui costantemente sopra il 3%. Fra il 2015 e il 2020 la crescita si spegne, fino allo zero. Dal 2021 il segno è sempre negativo e la velocità del calo aumenta ogni anno: -1,3%, poi -0,7%, poi -1,3%, poi -1,6%, infine -2,0% nel 2025.

    Nel confronto decennale fra 2015 e 2025 gli iscritti scendono di 6.414 unità, il 2,7%. Ma il dato aggregato nasconde la parte importante: gli avvocati attivi calano di 10.659, mentre i pensionati contribuenti salgono di 4.245. La contrazione della platea che lavora è quindi quasi doppia rispetto a quella del totale.

    Densità per abitante e confronto europeo

    Il termine di paragone omogeneo per i confronti internazionali è la Commissione europea per l'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa. Il rapporto di valutazione CEPEJ 2024, che elabora dati 2022, misura il numero di avvocati ogni 100.000 abitanti con una definizione uguale per tutti i paesi.

    PaeseAvvocati ogni 100.000 abitanti (2022)
    Cipro505,2
    Lussemburgo492,6
    Grecia441,5
    Italia398,7
    Regno Unito (Inghilterra e Galles)338,2
    Spagna308,8
    Germania195,8
    Francia106,6
    Media dei paesi CEPEJ180
    Mediana dei paesi CEPEJ156

    Fonte: CEPEJ, European judicial systems, rapporto di valutazione 2024 su dati 2022. L'Italia è quarta in Europa e la precedono solo tre giurisdizioni piccole. Rispetto alla mediana europea la densità italiana è più che doppia, rispetto alla Germania è doppia, rispetto alla Francia è quasi quadrupla.

    I numeri assoluti raccolti dal Consiglio degli ordini forensi europei nelle Lawyers' statistics 2024 confermano l'ordine di grandezza: 165.776 avvocati in Germania al 1 gennaio 2024, 154.100 in Spagna a settembre 2024, 162.120 solicitors in Inghilterra e Galles a luglio 2023 e appena 76.274 avvocati in Francia a gennaio 2024, contro i circa 230.000 italiani. La Francia ha una popolazione superiore di oltre nove milioni di abitanti e un terzo degli avvocati.

    Va detto anche il rovescio: fra il 2012 e il 2022 il numero di avvocati per 100.000 abitanti è cresciuto in media del 30% nei paesi del Consiglio d'Europa, secondo lo stesso rapporto CEPEJ. L'Italia non è un'eccezione perché cresce, è un'eccezione perché era già molto densa e adesso ha invertito la rotta prima degli altri.

    Dove stanno: la mappa regionale e il divario nord sud

    La densità nazionale di 3,6 avvocati attivi ogni 1.000 abitanti è una media che quasi nessuna regione rispetta. Il Rapporto 2026 pubblica il dettaglio regionale al 2025.

    RegioneAvvocati attiviOgni 1.000 abitanti
    Calabria10.4985,7
    Campania29.8695,4
    Lazio29.5725,2
    Molise1.2544,4
    Puglia16.8514,4
    Lombardia33.7553,4
    Piemonte8.7702,1
    Friuli-Venezia Giulia2.3412,0
    Trentino-Alto Adige1.6891,5
    Valle d'Aosta1591,3
    Italia211.4643,6

    Fonte: Censis su dati Cassa Forense e Istat, X Rapporto sull'Avvocatura 2026, tabella 39. La Lombardia ha il numero assoluto più alto d'Italia, 33.755 avvocati attivi, ma una densità sotto la media nazionale. La Calabria ne ha meno di un terzo e una densità quasi doppia.

    Il divario si ribalta sui redditi. Sempre nel Rapporto 2026, fatto 100 il reddito medio nazionale degli avvocati nel 2024, il Nord si colloca a 136,6, il Centro a 110,4 e il Sud a 62,2. In valore assoluto il reddito medio della Lombardia è di 87.475 euro, quello della Calabria di 26.368 euro. La regione con più avvocati per abitante è quella dove ciascuno guadagna meno: è il dato più duro dell'intero rapporto.

    Un contrappeso c'è. Fra il 2023 e il 2024 i redditi sono cresciuti più al Sud e nelle isole (+9,8%) che al Nord (+7,9%) e al Centro (+8,5%). Il divario si sta riducendo, ma partendo da una distanza che nessuna crescita annua colma in pochi anni.

    Genere ed età: chi compone l'avvocatura

    Le donne sono il 46,6% degli iscritti nel 2025. Il dato va letto nel tempo, perché ha cambiato direzione: erano il 47,2% nel 2015, avevano toccato il 48,0% nel 2019 e da allora la quota scende ogni anno. Il riequilibrio di genere che sembrava avviato si è fermato e ha iniziato a tornare indietro.

    Guardando le fasce di età si capisce dove avviene la perdita. Fra gli avvocati attivi la componente femminile è maggioranza nelle classi giovani e minoranza in quelle mature.

    Fascia di etàQuota donneQuota uomini
    Fino a 34 anni57,3%42,7%
    35-44 anni54,7%45,3%
    45-54 anni51,3%48,7%
    55-64 anni42,5%57,5%
    Oltre 65 anni26,9%73,1%

    Fonte: Censis su dati Cassa Forense, X Rapporto sull'Avvocatura 2026. Il problema non è l'ingresso nella professione, dove le donne sono già maggioranza da anni, ma la permanenza.

    Il secondo movimento è l'invecchiamento. L'età media degli iscritti è passata da 44,1 anni nel 2015 a 49,5 nel 2025, oltre cinque anni in più in dieci. Le donne restano più giovani (48,0 anni) degli uomini (50,9). Di conseguenza il rapporto fra avvocati attivi e pensionati è sceso da 8,1 nel 2015 a 5,8 nel 2025.

    Sui compensi il divario resta il più ampio della professione. Nel 2024 il reddito medio degli avvocati uomini è stato di 67.959 euro, quello delle donne di 33.829 euro. Il reddito medio complessivo è 51.912 euro, in crescita dell'8,9% sul 2023.

    Perché calano le iscrizioni: i numeri della crisi dell'avvocatura

    Il calo non è un effetto ottico dei pensionamenti. È un saldo: da diversi anni chi esce dalla professione è più di chi entra. Nel 2025 il saldo fra iscrizioni e cancellazioni è stato negativo per 2.849 unità, di cui 2.159 donne e 690 uomini. Nel 2024 il saldo maschile era diventato negativo per la prima volta, di circa 260 unità, mentre quello femminile superava già le 2.100 uscite nette.

    Il Rapporto 2026 indica tre spiegazioni documentate da dati, non da opinioni.

    1. 1.La struttura piramidale dei redditi. Il 61,7% degli avvocati dichiara meno di 35.000 euro l'anno, cioè 16.000 euro sotto il reddito medio della categoria. Sotto una certa soglia la professione non copre i costi fissi e i contributi.
    2. 2.Il gender pay gap e i carichi familiari, che spiegano perché tre uscite nette su quattro nel 2025 siano di avvocate.
    3. 3.Il calo delle immatricolazioni a Giurisprudenza, rilevato dal Rapporto nelle interviste agli atenei: si riduce il bacino a monte, quindi il flusso in entrata continuerà a essere sottile per alcuni anni.

    Nell'indagine Censis 2026, condotta su poco meno di 31.000 questionari compilati da iscritti a Cassa Forense, il 30,3% degli avvocati dichiara di aver pensato di lasciare la professione. La quota sale al 38,0% in Campania, al 37,3% in Molise e al 36,8% in Basilicata.

    Quanti fascicoli per avvocato

    La domanda che conta non è quanti avvocati ci sono, ma quanto lavoro giudiziale c'è per ciascuno. Il Rapporto 2026 incrocia i dati del Ministero della Giustizia relativi al 2024 con il numero di iscritti a Cassa Forense dello stesso anno, 233.260.

    AmbitoProcedimenti (2024)Per avvocato
    Civile, pendenti3.693.00015,8
    Civile, sopravvenuti nell'anno3.570.00015,3
    Penale, pendentipoco più di 2.000.0008,8
    Penale, iscritti nell'annoquasi 2.400.00010,2

    Fonte: Censis su dati Ministero della Giustizia e Cassa Forense, X Rapporto sull'Avvocatura 2026. Il civile comprende tribunali, tribunali per i minorenni, corti d'appello e giudici di pace. Sono esclusi i procedimenti in Cassazione.

    La media nazionale nasconde distretti molto diversi. A Napoli si arriva a 30 procedimenti civili pendenti per avvocato, a Trento a 27,7 sopravvenuti per avvocato. Milano, Bari, Roma, L'Aquila e Reggio Calabria stanno sotto la media su entrambi gli indicatori.

    Cambia anche la durata dei procedimenti, che è un fattore di cassa per lo studio. Nel 2024 il tempo medio nazionale per definire un procedimento civile è stato di 503 giorni, quello penale di 380, con 808 giorni per le corti d'appello penali.

    Il dato che spiega meglio dove sta andando il mercato riguarda la composizione del fatturato: secondo l'indagine Censis 2026, il 58,5% del fatturato dell'avvocatura viene dall'attività giudiziale e il 41,5% da quella stragiudiziale. Nel Mezzogiorno la quota giudiziale sale al 65,9%. Dove il contenzioso pesa di più, il fatturato dipende di più dai tempi dei tribunali.

    Cosa dicono questi numeri a chi ha uno studio

    Il primo fatto è che il mercato si sta sfoltendo mentre il valore complessivo cresce. Nel 2024 il reddito Irpef complessivo dell'avvocatura ha superato gli 11,2 miliardi di euro (+7,1% sul 2023) e il volume d'affari ha raggiunto i 16,4 miliardi (+5,7%). Posto uguale a 100 il 2000, a fine 2024 il valore prodotto dall'avvocatura era a 187, mentre il Pil italiano si fermava a 109,6. Meno professionisti, più valore per professionista.

    Il secondo fatto è che la struttura degli studi non è cambiata con il mercato. Lo studio monopersonale resta la forma prevalente di esercizio, con il 66,2% dei rispondenti nel 2026. In un mercato che si concentra, la dimensione media dello studio italiano resta quella di vent'anni fa.

    Il terzo fatto riguarda come arrivano i clienti. Il confronto fra il 2015 e il 2026 nell'indagine Censis è questo.

    Canale di acquisizione20152026
    Passaparola tra clienti87,0%85,3%
    Relazioni sociali e amicali76,3%69,3%
    Collaborazioni con altri professionisti24,6%18,6%
    Sito dello studio13,4%19,2%
    Partecipazione alla vita pubblica15,3%11,5%
    Promozione mirata2,4%1,4%

    Fonte: indagine Censis 2026 su poco meno di 31.000 avvocati, X Rapporto sull'Avvocatura 2026. Erano possibili più risposte. Il passaparola tiene, tutti i canali relazionali arretrano e l'unica voce che cresce in modo netto è il sito dello studio, che passa dal 13,4% al 19,2%. I social media sono usati dal 10,4% del totale e dal 18,2% degli avvocati fino a 40 anni: fra chi li usa, LinkedIn è il primo canale con il 49,9%.

    Il quarto fatto è la velocità con cui sta entrando la tecnologia. La quota di avvocati che dichiara di usare strumenti di intelligenza artificiale nella professione è passata dal 27,5% del 2025 al 55,3% del 2026, secondo le due rilevazioni consecutive del Rapporto. È il salto più rapido registrato su qualsiasi indicatore della professione negli ultimi dieci anni.

    Il numero di avvocati in Italia cala del 2,0% l'anno, il reddito medio cresce dell'8,9% e il 61,7% della categoria resta sotto i 35.000 euro. Sono tre dati dello stesso anno e descrivono un mercato che si sta polarizzando.

    Elaborazione su X Rapporto sull'Avvocatura 2026, Censis e Cassa Forense

    Domande frequenti

    Quanti avvocati ci sono in Italia nel 2026?

    L'ultimo dato ufficiale disponibile è quello del 2025: 228.641 avvocati iscritti a Cassa Forense, di cui 211.464 attivi e 17.177 pensionati contribuenti. La fonte è il X Rapporto sull'Avvocatura pubblicato da Censis e Cassa Forense nell'aprile 2026. Il dato viene aggiornato una volta l'anno, in genere in primavera.

    L'Italia ha troppi avvocati rispetto agli altri paesi europei?

    Secondo il rapporto CEPEJ 2024 del Consiglio d'Europa, su dati 2022, l'Italia ha 398,7 avvocati ogni 100.000 abitanti contro una media europea di 180 e una mediana di 156. È il quarto valore del continente dopo Cipro, Lussemburgo e Grecia. La Germania ne ha 195,8 e la Francia 106,6.

    Qual è la regione italiana con più avvocati?

    In numeri assoluti la Lombardia, con 33.755 avvocati attivi nel 2025, seguita da Campania (29.869) e Lazio (29.572). In rapporto agli abitanti la classifica cambia: guida la Calabria con 5,7 avvocati ogni 1.000 abitanti, poi Campania (5,4) e Lazio (5,2). La Lombardia sta a 3,4, sotto la media nazionale di 3,6.

    Quante sono le donne avvocato in Italia?

    Nel 2025 le avvocate iscritte a Cassa Forense sono 106.655, il 46,6% del totale. La quota era del 48,0% nel 2019 e scende ogni anno dal 2021. Fra gli avvocati attivi fino a 34 anni le donne sono però il 57,3%, quindi la riduzione riguarda la permanenza nella professione, non l'accesso.

    Perché il numero di avvocati in Italia sta diminuendo?

    Perché dal 2021 le cancellazioni superano le nuove iscrizioni. Nel 2025 il saldo è stato di meno 2.849 unità, con 2.159 uscite nette fra le donne. Il Rapporto 2026 collega il fenomeno alla struttura dei redditi, con il 61,7% degli avvocati sotto i 35.000 euro l'anno, al divario di genere e al calo delle immatricolazioni a Giurisprudenza.

    Quanto guadagna in media un avvocato in Italia?

    Il reddito medio dichiarato nel 2024 è di 51.912 euro, in crescita dell'8,9% sul 2023, ma la media dice poco: il 61,7% degli avvocati sta sotto i 35.000 euro. Il divario territoriale è ampio, con 87.475 euro di reddito medio in Lombardia contro 26.368 euro in Calabria, e quello di genere lo è altrettanto, con 67.959 euro per gli uomini contro 33.829 euro per le donne.

    Fonti

    Alessio D'Aleo

    Alessio D'Aleo

    CEO, The Future Law Studio

    Fondatore di The Future Law Studio. Aiuta gli studi legali italiani a costruire un sistema di acquisizione clienti misurabile. Ogni guida cita fonti ufficiali e viene aggiornata quando la normativa cambia.

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